Lorenzo Marini firma il manifesto di Talent Prize

13 dicembre 2017

di Fiorella Cipolletta


Si è aperto ieri a Roma al MACRO di via Nizza, la mostra della decima edizione del Talent Prize, il premio annuale della rivista Inside Art dedicato ai giovani artisti.

Il concorso, patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri, da Roma Capitale e sostenuto sin dalle prime edizioni dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e al contributo di Utopia e Spazio Cima.

Per il manifesto del premio di Arti Visive promosso da Inside Art, l’editore Guido Talarico ha scelto le opere creative di Lorenzo Marini, che ha realizzato appositamente un’installazione a forma cubica.

Il noto pubblicitario e artista, in circa un anno, ha dato vita al movimento dedicato all’evoluzione tridimensionale della type art. Per la realizzazione del manifesto dell’evento l’editore Talarico ha scelto di utilizzare 2 delle lettere firmate dall’artista: la T e la P e i numeri 1 e 0 commissionati appositamente a Lorenzo Marini.

“Un manifesto per celebrare i giovani artisti che hanno partecipato al Premio – spiega Marini -. Una contaminazione tra arte e pubblicità, tra grafica ed evento. Ogni volta che una forma artistica e una pubblicità si incontrano danno vita a un’occasione di creatività, di crescita, di confronto. Un rapporto di odio e amore quello tra advertising e arte che rivela la vita a rinnova i popoli. Oggi siamo schiavi dei social, dei like e degli hashtag. E spesso ci dimentichiamo che il cosiddetto engagement non nasce da un meccanismo razionale ma dal bisogno di originalità. L’arte non è mai ostaggio di ricerche e di logiche aziendali, o di accesso di ragionamento. L’arte è un fatto istintivo che riesce a dare personalità ed empatia”.

Il fermento creativo di Lorenzo Marini continua senza sosta.

“In questi giorni quattro delle mie opere che sono state esposte alla Biennale di Venezia, oltre che all’Art Basel di Miami, e alla Biennale in Cina, a cui sono stato invitato a partecipare insieme a Michelangelo Pistoletto, e sta riscuotendo molto successo la ricerca sulla calligrafia che lì, a differenza di quanto avviene in Europa, è considerata una vera e propria arte” conclude Marini.