La Cucina Italiana: nel 2017 la raccolta adv cresce del 2%

24 novembre 2017

Il mensile, unico italiano di nascita tra i brand Condé Nast, da dicembre cambia veste. A supporto una campagna pubblicitaria sui mezzi della media company e su Radio Italia

di Fiorella Cipolletta


La Cucina Italiana, unico italiano di nascita tra i brand Condé Nast, dal numero di dicembre è in edicola con una veste nuova.

Il mensile diretto da Maddalena Fossati, da cinque mesi direttore della testata, inizia a stupire già con la potenza visiva della cover, dove una ciambella di ‘velluto rosso’ – la cui ricetta è uno dei regali di Natale fatti ai lettori da Nicola Di Lena, pastry chef del Seta, il due stelle Michelin del Mandarin Oriental di Milano – campeggia su un letto di fiori e bacche.

Un’immagine innovativa e dal sapore internazionale in un’Italia dove la stampa gastronomica è più che altrove rimasta legata a modelli vecchi, e una grafica che coniuga la modernità dei titoli a una testata ridisegnata da Mucca Design, studio newyorkese di Matteo Bologna, italianissimo e figlio tra l’altro di una lettrice del mensile, in omaggio al logo che andava in copertina negli Anni Cinquanta. Il nuovo corso del mensile di cucina più autorevole e di lunga tradizione in Italia e nel resto del mondo inizia con un salto nel presente e un omaggio al passato.

“Vivere nel presente mantenendo ben salde le radici nel nostro glorioso passato e nell’italianità di cui siamo fieri: è questa la filosofia che ci guida – afferma Maddalena Fossati -. Vivere nel presente significa abbracciare un’idea più contemporanea e ‘larga’ del mondo food – toccare tutte le declinazioni della parola ‘appetito’, curare le ricette ma curare con altrettanta attenzione la fotografia, l’impiattamento, l’apparecchiatura e il racconto, rivolgerci anche a chi vuole leggere di cucina ma non necessariamente cucinare, includere gli uomini, nuovi grandi appassionati in materia, scrivere degli italiani che portano all’estero la nostra tradizione culinaria – e concepire il brand in modo nuovo, con una missione che vada al di là della sua stessa fisicità: l’ambizione è diventare portavoce della nostra cucina nel mondo. Con il numero di Natale i lettori trovano in regalo, non a caso, la prima pagina del primo numero del 1929: proprio ispirandoci al Programma che campeggia su quella prima pagina stiamo mettendo insieme un nuovo Manifesto che declini in modo nuovo i valori originari della testata. E non finisce qui vogliamo istituire un nuovo Comitato di Degustazione che selezioni i grandi piatti delle nostre tradizioni da proporre all’Unesco come patrimonio dell’umanità. Il giornale si pone come obiettivo quello di affermare la cultura gastronomica nel mondo”.

L’equilibrio del sistema La Cucina Italiana si basa non a caso su tre pilastri: un centro di gravità, il giornale, che offre un’avventura visuale e narrativa unica; un sito e una piattaforma social che si si sono trasformati in parallelo per rispecchiarne lo stile e il tono di voce, e che raggiungono ogni mese una audience di oltre 4 milioni di contatti (+56% uu, +30% pv yoy); un luogo fisico di esperienza profonda e coerente con il brand, La Scuola, che con i suoi cicli di lezioni – forti di un’interazione one-on-one non replicabile sul digitale – introduce ogni anno 6 mila persone, tra privati e gruppi aziendali, all’arte della cucina, con diversificazioni come i corsi professionali e quelli per bambini.

“Analogico e digitale si valorizzano a vicenda – sottolinea il direttore editoriale Luca Dini -. I più innovativi palinsesti mediatici si basano, oggi che la preistoria digitale è finita, su un equilibrio tra giornale fisico, web e esperienza live. Semplicemente, la fruizione che il magazine offre ha una ricchezza non totalmente riproducibile su uno schermo. Ma ha bisogno di avere intorno una galassia digitale che lo alimenti e ne moltiplichi le occasioni di interazione, e ha anche bisogno di una declinazione esperienziale”.

La Cucina Italiana ha conquistato, grazie alla sua evoluzione, una diffusione media di 61 mila copie e una readership media di 752 mila lettori, puntando sempre di più a un target maschile in continua crescita(ad oggi 35% sul cartaceo e 40% sul web).

“È un anno positivo – dichiara Francesca Airoldi, direttore generale Sales & Mkt di Condé Nast Italia -. Chiuderemo il 2017 con una raccolta adv del sistema La Cucina Italiana, tra carta e web, è in crescita del 2%. Dal digitale deriva quasi la metà del fatturato. Gli abbonati cartacei sono 16 mila e sono in aumento”.

A supporto del lancio del rinnovato magazine è stata pianificata una campagna pubblicitaria di 85 spot nell’arco di tre settimane a partire dalla prossima settimana su Radio Italia.

Inoltre il nuovo corso del magazine sarà comunicato, oltre che sui brand della media company e presso i punti vendita, anche sul web, che diventa il primo veicolo per promuovere il giornale cartaceo, attraverso un’attivazione sui 400 mila appassionati che fanno parte della community de La Cucina Italiana.