Vicky Gitto sull’addio azzurro ai Mondiali: “Trasformiamo la delusione in opportunità”

16 novembre 2017

Vicky Gitto

di Andrea Crocioni


“Non trasformiamo un ostacolo in un muro insormontabile”.

Con queste parole Vicky Gitto, presidente dell’Art Directors Club Italiano, ha invitato non lasciarsi paralizzare dalla delusione per la mancata partecipazione dell’Italia ai Mondiali di Russia.

Certo, l’addio della nostra Nazionale alla massima competizione calcistica globale spaventa il mercato per l’effetto negativo che è destinato ad avere sugli investimenti delle aziende (vedi notizia), ma secondo il chief creative officer di Young & Rubicam Italia, una volta metabolizzata la ‘sconfitta’, diventa necessario mettere in campo la creatività per ribaltare il punto di vista.

“Il brand Italia da un punto di vista della comunicazione è molto convenzionale – ha spiegato -. In questo scenario credo che le marche possano fare la differenza. Così, anche l’uscita dei Mondiali può trasformarsi in un’occasione di comunicazione. Invece di fissare il problema, bisogna guardare alle infinite opportunità”.

Per Gitto diventa fondamentale rompere gli schemi, osare, stupire. “Nel 2006 Volkswagen scelse a sorpresa di essere partner della nazionale italiana in Germania. E come tutti sanno quell’abbinamento ha portato fortuna, considerato il risultato finale degli Azzurri che quel Mondiale lo hanno vinto”, ha ricordato.

Il presidente Adci ha poi lanciato un invito alle aziende: “Se avete già stanziato il budget cogliete comunque l’occasione per investire in progetti rilevanti, che questi siano attinenti al Mondiale, o meno. Per i brand può essere l’occasione per capitalizzare in una modalità più qualitativa”.

Insomma, la parola d’ordine è distinguersi in uno scenario diverso da quello previsto, ma anche presumibilmente meno ‘affollato’.

“In generale non dobbiamo fermarci all’aspetto più superficiale della perdita, ma impegnarci per proporre soluzioni straordinariamente interessanti ai problemi di business e marketing – ha ribadito -. Le agenzie devono essere chiamate ad affrontare questi tempi come una sfida e non in termini di frustrazione. Il senso del nostro lavoro non è riempire spazi media, ma proprio trovare soluzioni. Sono convinto che chi avrà il coraggio di andare al di là del problema otterrà un ritorno maggiore, emergendo come un brand capace di superare i luoghi comuni”.