Le italiane Fincantieri e DiaSorin esempi di eccellenza nel mondo

13 novembre 2017

di Andrea Crocioni e Valeria Zonca


La seconda sessione del Forum intitolata ‘La competitività dell’Italia nel nuovo scenario tra capitalismo digitale e manifattura industriale’ ha posto l’accento sull’innovazione tecnologica, spostando però la discussione dai media alle persone.

Valerio De Molli ha parlato delle sfide che la rivoluzione tecnologica ha portato nel mondo della comunicazione in termini di nascita di nuove professionalità e crescita di posti di lavoro.

“Se da un lato l’automazione è diventata uno dei principali driver per lo sviluppo e la competitività, dall’altro la crescita di personale specializzato potrebbe portare a una polarizzazione delle competenze – ha spiegato il ceo di The Ambrosetti House -. Secondo le nostre stime, la percentuale di perdita del posto di lavoro associata all’automazione è pari al 14,9 del totale dei lavoratori italiani, circa 3,2 milioni di popolazione”, una fotografia che poi va a incidere sulla contrazione dei consumi.

I settori che risultano più a rischio di perdita di posti di lavoro con l’automazione sono agricoltura e pesca (25%), commercio (20%), manifatturiero (19%), mentre “per la comunicazione si parla prevede un 4% nei prossimi 15 anni”, ha concluso De Molli. L’Italia è comunque capace di distinguersi nel mondo grazie a esempi di eccellenza.

Giampiero Massolo, presidente Fincantieri
“Se la comunicazione deve indurre mutamenti culturali bisogna passare dallo scetticismo al crederci. Ma la comunicazione non deve essere fine a se stessa, ma deve incarnare in maniera adeguata contenuti e modelli organizzativi precisi. Fincantieri è una realtà con più centri di produzione dislocati sul territorio e che si porta dietro il retaggio della partecipazione statale, eppure siamo una realtà che funziona, che si espande nel mondo, creando un forte legame col territorio in cui opera, e che diversifica i suoi prodotti. Siamo andati in Cina, negli Stati Uniti, con i francesi dei Cantieri dell’Atlantico vogliamo dar vita all’Airbus dei mari, per creare una realtà europea capace di far fronte alla concorrenza globale. Per gestire il mondo moderno ci vogliono visione, capacità e coraggio”.

Carlo Rosa, ad DiaSorin
“Siamo fra le principali società nel settore della diagnostica a livello mondiale. Siamo l’Italia che non ti aspetti. Non siamo mai stati una startup e non abbiamo mai pensato che piccolo è bello. Siamo nati all’interno del Gruppo Fiat per poi diventare un’azienda indipendente, grazie a un’operazione di management buyout. Questo ci ha dato le basi culturali per ragionare da grande azienda in un settore fondamentale che è destinato a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione e dei fenomeni di urbanizzazione. Si tratta di un comparto in cui il Paese dovrebbe investire”.