Crescono gli investimenti in startup innovative da parte delle aziende italiane

24 ottobre 2017

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Sono 2.154 le startup innovative partecipate da almeno una corporate e 6.727 gli investitori in Corporate Venture Capital: sono questi i numeri del fenomeno dell’Open Innovation in Italia.

E inoltre, le startup partecipate dalle realtà corporate crescono più delle startup partecipate da fondi di investimento e nel 77% dei casi hanno visto un aumento dei ricavi fra il 2015 e il 2016.

E’ quanto emerge dalla seconda edizione dell’Osservatorio sull’Open Innovation e il Corporate Venture Capital italiano promosso da Assolombarda, Italia Startup e Smau, in partnership con Cerved Group e BTO Research.

I contenuti del rapporto saranno presentati in occasione della prima giornata di SmauMilano, oggi alle ore 14 (Fieramilanocity, sala plenaria padiglione 4).

Se le startup che hanno una partecipazione corporate crescono di più, anche il tasso di fallimento è significativamente più basso: appena il 4,1% è uscita dal mercato nel corso del 2015, contro il 16% nel caso di realtà partecipate da un investitore specializzato. Un dato che restituisce una fotografia inedita del fenomeno dell’Open Innovation.

“Spesso – è la riflessione di Pierantonio Macola, presidente Smau – analisti e osservatori puntano il dito contro la scarsità di risorse finanziarie destinate al venture capital nel nostro Paese. Gli esiti dell’Osservatorio mettono invece in luce un altro aspetto, meno raccontato: quella del Corporate Venture Capital, che in Italia è già una realtà, che interessa un numero di startup cinque volte superiore rispetto a quelle partecipate da un fondo di investimento e che, almeno a giudicare da quanto emerge dal rapporto, rappresenta la forma migliore di investimento. È questo il modello cui guardiamo da tempo e che a Smau ci proponiamo di alimentare e sostenere: quando un’azienda sceglie di investire in una startup fa un’operazione che è molto più di una semplice iniezione di liquidità. In altre parole, condivide un percorso di innovazione che in genere è volàno di crescita per entrambi i soggetti coinvolti”.

Fra i dati più interessati proposti dalla seconda edizione del rapporto, si nota la forte crescita del numero di piccole imprese che hanno deciso di investire in una startup (+45% in un anno) a conferma del fatto che il Corporate Venture Capital non è uno strumento appannaggio solo delle grandi imprese.

Se fra le piccole e medie imprese si registra la crescita maggiore, nel complesso in tutte le classi dimensionali si è rilevato un netto incremento. In un anno, sono aumentate del 31% le società che hanno investito in una startup innovativa, a conferma del fatto che il corporate venture capital continua a crescere a ritmi consistenti nel nostro Paese.

Nel complesso, gli investitori in CVC sono nel capitale del 22,9% delle startup innovative iscritte al Registro delle Imprese, gli investitori specializzati hanno partecipazioni all’interno di 417 startup iscritte al Registro Imprese, ovvero l’8,6%.

Crescono anche gli investitori “seriali”: il 19% delle corporate che investono direttamente in startup innovative sono nel capitale di almeno un’altra startup, con un incremento del 36% rispetto all’anno precedente.

Dal rapporto emerge poi che ben il 56% delle aziende che investono in una startup sceglie una realtà al di fuori del territorio della propria Regione, mentre la quasi totalità – il 95% – punta su startup di settori diversi rispetto al proprio settore di riferimento.

Dati che confermano come, con il fenomeno dell’Open Innovation, si superi la logica del vecchio distretto di prossimità a vantaggio di una nuova geografia dell’innovazione inclusiva di tutte le regioni e si vada oltre gli “steccati” dei settori tradizionali.