Facebook avvia il test per il supporto agli abbonamenti negli Instant Article

23 ottobre 2017

Nel corso delle prossime settimane, Facebook lancerà un test per supportare i modelli di abbonamento alle notizie negli Instant Article, in partnership con 10 editori negli Stati Uniti e in Europa. Questo primo test sarà disponibile sui dispositivi Android e speriamo di espanderlo presto.

“Questo test è il risultato del lavoro che stiamo facendo attraverso il Facebook Journalism Project – hanno spiegato Campbell Brown, Head of News Partnerships, Alex Hardiman, Head of News Product e Sameera Salari, Product Manager di Facebook -. Dialoghiamo costantemente, con editori in tutto il mondo, per comprendere meglio le loro esigenze e i loro obiettivi e collaborare con loro, già nelle fasi iniziali del processo, allo sviluppo di nuovi prodotti. All’inizio di quest’anno, molti editori hanno identificato negli abbonamenti una priorità fondamentale per i loro business. Abbiamo quindi lavorato con un gruppo diversificato di editori e di esperti esterni per progettare, perfezionare e sviluppare un test adatto ai diversi modelli premium di fruizione delle notizie. Abbiamo anche appreso dagli editori quanto mantenere il controllo sui prezzi, sulle offerte, sulle relazioni con gli abbonati e sul 100% delle entrate sia fondamentale per le loro attività e questo test è stato progettato per consentire proprio questo”.

Massimo Russo

I partner coinvolti sono: Bild, The Boston Globe, The Economist, Hearst (The Houston Chronicle e The San Francisco Chronicle), La Repubblica, Le Parisien, Spiegel, The Telegraph, Tronc (The Baltimore Sun, The Los Angeles Times e The San Diego Union Tribune) e The Washington Post.

“La collaborazione con Facebook e con le piattaforme digitali per testare la disponibilità degli utenti a pagare per il giornalismo riveste per noi grande importanza. È una strada sulla quale stiamo lavorando per affiancare a Repubblica.it nuovi prodotti di analisi e approfondimento”, ha commentato Massimo Russo, direttore generale della Digital Division di Gedi Gruppo Editoriale che edita La Repubblica, l’unica testata italiana coinvolta.

Ma ecco come funzionerà il test:

Sarà proposto un paywall negli Instant Article sia per i modelli metered, a numero definito di articoli (si inizierà con 10 articoli e saranno testate delle variazioni partendo da quel numero) sia per i modelli freemium (in cui l’editore controlla quali articoli vengono bloccati).

Quando una persona, non ancora abbonata a una testata, si imbatterà in un paywall all’interno degli Instant Article, visualizzerà la richiesta di abbonarsi per ottenere l’accesso completo ai contenuti di quel editore.

Se questa persona deciderà di abbonarsi, la transazione avrà luogo sul sito dell’editore. L’editore gestirà direttamente il pagamento e tratterrà il 100% dei ricavi.

Il rapporto tra editore e abbonato funzionerà esattamente nello stesso modo in cui avviene oggi sul sito dell’editore, dove quest’ultimo ha accesso diretto e completo controllo, tra le altre cose, sull’impostazione dei prezzi e della proprietà dei dati degli abbonati.

Questi abbonamenti includono l’accesso completo al sito e alle app dell’editore.

Chi è già abbonato a una testata coinvolta nel test, potrà autenticarsi all’interno degli Instant Article per ottenere l’accesso completo agli articoli di quell’editore.

Saranno testate, inoltre, altre funzionalità che possano portare agli editori ulteriori abbonamenti, prima che una persona raggiunga il paywall. Queste novità comprendono una Call to Action (CTA), che apparirà all’interno degli Instant Article, simile a altre CTA come ‘Email Sign-Up’ (per iscriversi alle newsletter) o ‘App Install’ (per installare l’App).

“Sperimenteremo anche un pulsante ‘Abbonati’ che sostituirà il pulsante ‘Mi piace’ nell’angolo in alto a destra di un articolo. Stiamo continuando a investire negli Instant Article perché i dati hanno dimostrato che le persone preferiscono leggere su mobile contenuti che si caricano velocemente, e ciò si traduce in più traffico e engagement per gli editori – proseguono Brown, Hardiman e Salari -. Da oltre un anno stiamo sviluppando negli Instant Article strumenti che aiutino gli editori a creare relazioni più profonde con il proprio pubblico, tra cui le call to action ‘Email Sign-Up’ e ‘App Install’. Per molti editori, l’obiettivo è che ciò porti alla fine a un abbonamento e come Facebook vogliamo pienamente supportarli in questo. Gli editori che non utilizzano gli Instant Article hanno oggi comunque la capacità di implementare paywall e modelli di sottoscrizione mobile. Allo stesso tempo, continueremo a lavorare per migliorare ulteriormente le performance delle inserzioni negli Instant Article. Solo quest’anno, il ricavo medio per page view è aumentato del 50% e gli Instant Article generano più di 1 milione di dollari al giorno agli editori tramite Audience Network”.