Filmmaster: fra produzioni ed eventi un ‘love brand’ che guarda al futuro

5 ottobre 2017

di Andrea Crocioni


Grande partecipazione, lo scorso 3 ottobre, alla celebrazione organizzata per i 40 anni di Filmmaster.

Il Palazzo della Triennale di Milano ha visto sfilare i protagonisti della comunicazione italiana, del passato e del presente. Quella di Filmmaster è una storia di 40 anni sempre rivolti al futuro.

Nata nel 1977 dall’intuizione di tre imprenditori che a pieno titolo fanno parte della storia dell’advertising italiano e che hanno vissuto l’evoluzione del linguaggio della comunicazione e del live entertainment. Parliamo di Sergio Castellani, Stefano Coffa e Giorgio Marino che iniziano la loro avventura proprio l’anno in cui va in onda l’ultima puntata di Carosello.

Dopo qualche anno, Filmmaster apre la sede di Milano e amplia i propri orizzonti differenziando il business nel mondo degli eventi aziendali.

Quattro decadi che vedono un unico comun denominatore: il coraggio imprenditoriale e la capacità di anticipare i tempi. Un posizionamento che ha permesso al brand Filmmaster di restare un punto di riferimento in uno scenario mutevole.

“Oggi Filmmaster credo rappresenti l’unico love brand nel settore delle produzioni audiovisive. Una realtà ‘sexy’ anche agli occhi dei registi”, ha sottolineato l’ad di Filmmaster Productions Lorenzo Cefis.

Il manager ha poi scattato una fotografia del 2017 della casa di produzione: “Siamo reduci da un anno ricco di soddisfazioni. Abbiamo raggiunto gli obiettivi e dovremmo chiuderlo con una crescita del fatturato fra il 10 e il 15%. Ma, al di là dei numeri, siamo contenti perché abbiamo seguito produzioni molto importanti come l’istituzionale Enel, Buondì, uno spot che ha fatto tanto parlare, lo short movie diretto dal premio Oscar Paolo Sorrentino per Campari, il progetto di comunicazione per Fiat Professionals con una star internazionale come Chuck Norris. Posso dire che è stato un anno ricco di produzioni con una bella creatività. Siamo usciti dal tunnel”.

Cefis ha poi messo in evidenza il potenziale innovativo di Filmmaster: “Abbiamo alle spalle un grande passato, ma con i nostri modelli produttivi siamo proiettati nel futuro. Abbiamo una dimensione che ci consente di investire sulla ricerca, di sperimentare. La nostra unit Filmmini ha già due Leoni in pancia e il mercato ha inziato a comprendere il potenziale di Userfarm. Un’altra sfida è quella di portare nel mondo dei brand la virtual reality grazie anche all’accordo in esclusiva con il pluripremiato regista David Karlak. Il ventaglio della nostra offerta è unico e ora siamo impegnati a rendere il nostro brand ancora più internazionale”.

Tutto cominciò 40 anni fa dalla produzione di spot, ma c’è una ‘seconda’ anima nel Gruppo Filmmaster, rappresentata dagli eventi, che è riuscita a imporsi sul mercato. Oggi Filmmaster Events, guidata dall’amministratore delegato Andrea Varnier, è una delle società di eventi più quotate a livello internazionale.

“Siamo fra le poche realtà a livello mondiale in grado di produrre grandi eventi come le cerimonie olimpiche”, ha spiegato il manager, intervistato nel corso della serata.

Varnier ha poi ricordato l’evoluzione della società, nata alla fine degli anni ‘70 come Linkage, da una felice intuizione dei soci fondatori di Filmmaster capaci di comprendere le potenzialità del settore degli eventi aziendali, allora agli albori, poi diventata K-Events, per assumere cinque anni fa l’attuale denominazione.

Il momento di svolta? “Torino 2006, la nostra prima cerimonia olimpica. E poi uno più recente, i Giochi di Rio che ci hanno permesso di spingere sull’acceleratore dell’internazionalizzazione, consentendoci di avere una presenza forte anche dall’altra parte dell’Oceano”, ha risposto Varnier.

Un’esposizione mediatica, quella olimpica, che ha aperto un ‘mondo’ per Filmmaster Events. Nel ‘bouquet’ dei grandi eventi seguiti dall’agenzia ci sono Euro 2016 e le ultime tre finali di Champions League (ora l’agenzia è in corsa per l’incarico del prossimo triennio), oltre a importanti inaugurazioni di stadi, ultimo in ordine cronologico il rinnovato Khalifa International Stadium che ospiterà il Mondiale di calcio del 2022 in Qatar.

“Il 2017 è un anno che ci vede in crescita a livello internazionale, ma anche il mercato corporate italiano ha dato segni di ripresa – ha detto il manager -. Uno dei nostri valori è la capacità di portare elementi di spettacolarizzazione delle grandi cerimonie anche in questa tipologia di eventi. Per quanto riguarda il futuro il nuovo fronte su cui stiamo lavorando è quello del turismo, un campo in cui l’ideazione di grandi eventi può rappresentare un volano di sviluppo per il territorio”.