La creatività asia-pacific alla prova di Spikes 2017

28 settembre 2017

di Giovanni Lunghi


Al via ieri l’edizione 2017 di Spikes Asia, il Festival della Creatività che fa parte della scuderia Cannes Lions.

Tre giorni di programmazione intensa, tra seminari, incontri ed eventi vari. Le cifre segnalano un raffreddamento nella competizione creativa: dalle 5.132 entries presentate lo scorso anno, si passa alle 4.301 di oggi provenienti da ventidue paesi e distribuite in venti categorie.

Terry Savage, presidente di Cannes Lions e anche di Spikes Asia, non nasconde il fatto che la decisione di Publicis di sospendere la partecipazione a tutti gli awards per un anno ha fatto sentire il suo effetto anche a queste latitudini.

Come dati positivi, Savage riporta la crescita nella categoria Film Craft (441 entries, pari a un +49%) e nel numero delle agenzie indipendenti iscritte che registra un +10%.

Spikes Asia inoltre ha assorbito Tangram, l’altro evento che si teneva nella Città del Leone dedicato alle strategie di marketing più efficaci nella regione. La giornata inaugurale è coincisa anche con la diffusione dello speciale di Campaign Brief sulle classifiche della creatività in Asia.

Il podio dei network più premiati globalmente non riserva molte sorprese: ormai da tre anni si assiste a un costante passaggio di testimonial tra Dentsu, Ogilvy e BBDO.

Per l’annata 2016-17 è la powerhouse giapponese a sorpassare il network di casa WPP, riconquistando la prima posizione anche grazie alla sede di Tokio che si piazza al primo posto tra le agenzie. In termini geografici, i paesi della creative excellence per il 2017 sono, nell’ordine, Giappone, Thailandia e Singapore.

Le grandi potenze regionali (India e Cina) seguono rispettivamente al quarto e quinto posto.

In termini di investimenti globali, le proiezioni Zenith Media per il 2019 prevedono una crescita che favorisce ancora l’ampia area asiatica: anche se gli U.S.A. manterranno la leadership nella classifica, seguiti a lungo distacco da Cina e Giappone rispettivamente al secondo e terzo posto, Corea del Sud e Australia spingeranno la Francia giù verso il nono posto. E dovrebbe essere l’Indonesia, il paese con la popolazione musulmana più consistente nel mondo, a escludere il Canada dalla Top Ten.