Shaa punta sul contextual adv con la nuova divisione Shaans

21 settembre 2017

di Andrea Crocioni


Connettere il contenuto editoriale con l’e-commerce, in modo coerente, senza fare ricorso a formati pubblicitari invasivi, che tendono a mettere in fuga un lettore sempre più infastidito dai messaggi commerciali.

Parte da qui la sfida di Shaa, la mediatech company italiana specializzata nella produzione di formati video interattivo ad alto impatto, che con la nuova divisione Shaans porta sul mercato il primo tool italiano di contextual advertising.

“Vogliamo colmare un gap”, ha sottolineato il ceo di Shaa Luca Sepe, in occasione della conferenza di presentazione che si è tenuta ieri a Milano.

Shaans, infatti, offre un nuovo livello d’interazione tra cliente e brand. A differenza dei tradizionali sistemi di native advertising, che vedono l’inserimento della pubblicità all’interno del contenuto editoriale, la piattaforma offre un servizio all’avanguardia perché l’utente viene immediatamente connesso al prodotto che sta visualizzando attraverso una serie di informazioni utili, ad esempio il miglior prezzo disponibile, a cui segue la possibilità di acquistarlo sul marketplace.

Shaans nasce dall’esperienza di Shaa, una realtà all’avanguardia in Italia nella creazione soluzioni di video&photo-interaction applicate all’advertising. In particolare, dal 2010, la società offre soluzioni di interactive web-tv, interactive video advertising, photo-tagging e shoppable video in grado di soddisfare le esigenze dei clienti (editori, agenzie, imprese, scuole e università) e massimizzare l’engagement degli utenti.

Partner tecnologici di Shaa in questa nuova avventura sono Akamai e Rackspace.

Con Shaans si apre una sfida nuova, che porta il gruppo a interfacciarsi direttamente con editori e merchant, senza intermediari.

Luca Sepe

“La piattaforma rappresenta, prima di tutto, una formidabile opportunità per gli editori online. Questi ultimi, infatti, grazie a Shaans, possono arricchire i propri contenuti con uno strumento di informazione e vendita, utilizzando un widget direttamente integrato all’interno del video, monetizzando un’area ad oggi scoperta, senza disturbare gli utenti con contenuti irrilevanti o invadenti”, ha spiegato Luca Sepe.

“Il sistema – ha proseguito il Ceo di Shaa – è completamente automatizzato. Se clicchi vieni indirizzato direttamente sulla scheda di prodotto. L’editore sceglie quali contenuti ‘shoppizzare’. Questi video, o immagini, vengono eleborati nella Shaa media platform dove avviene l’analisi visiva dei media e avviene un preciso collegamento con i prodotti disponibili. Al momento abbiamo siglato un accordo con due top player del calibro di Amazon e Trovaprezzi. Ma lavoriamo per ampliare il numero di merchant, così come le partnership con gli editori”.

Va precisato che il sistema non può interferire con altre campagne pubblicitarie in atto e non viene, al momento, rilevato dagli AdBlock. Garantisce, inoltre, una user experience personalizzabile e consente l’acquisizione di dati sui comportamenti di acquisto.

Questo ultimo elemento, in particolare, permette di migliorare la conoscenza dei consumatori per finalità di marketing e comunicazione, accrescendo le opportunità di sviluppo delle attività di e-commerce.

Al momento il primo test è stato effettuato con la divisione digital della Mondadori che ha sperimentato la piattaforma Shaans sul sito Androidworld.

“Guardiamo con grande interesse a publisher che offrono contenuti verticali, in particolare in categorie come viaggi, elettronica di consumo, libri, salute e bellezza – ha detto Sepe -. L’obiettivo è arrivare in fretta a 50 milioni di impression al mese. Per quanto riguarda la conversione in click, abbiamo stimato un tasso medio fra l’1,5 e il 2%”.

E ha concluso il manager: “Shaadv chiuderà il 2017 con un fatturato intorno al milione di euro. Shaans ha possibilità molto grosse. Pensiamo in prospettiva possa incidere in modo rilevante sulla crescita del Gruppo. Contiamo anche di portare questo nuovo formato all’estero, al momento stiamo valutando in particolare il mercato tedesco”.