Esquire sbarca in Italia con Hearst

20 settembre 2017

La versione digitale sarà guidata da Giampietro Baudo, editor in chief Fashion&Business Development e Timothy Small, Editor in Chief Editorial Development

È ufficiale: tra pochi giorni Esquire debutterà in Italia, la versione nazionale del più influente maschile americano edito da Hearst.

Esquire Italia sarà online a partire da ottobre. L’edizione italiana di Esquire attingerà a questo straordinario background, con autorevolezza e ironia approfondirà tutte le passioni maschili e i temi life style, moda, politica ed economia del nostro Paese, in un costante dialogo con la rete mondiale, così come avviene per altre testate internazionali del gruppo Hearst.

Ad occuparsi del progetto è in particolare Hearst Digital, la società aperta quest’anno in Svizzera cui fanno capo tutte le strutture che realizzano contenuti digitali in Hearst. La versione digitale di Esquire sarà guidata da Giampietro Baudo, editor in chief Fashion&Business Development e Timothy Small, Editor in Chief Editorial Development.

“Sono felice di entrare a far parte della squadra di Esquire, testata blasonata, dal pensiero internazionale, che ha scritto e che sta scrivendo una pagina importante nella storia dello stile contemporaneo – dichiara Giampietro Baudo -. Il suo approccio intelligente, il suo mood elegantemente cool e il suo touch ironico contribuiranno a definire una visione nuova e innovativa nel panorama dei maschili made in Italy. Fondendo le radici americane con un savoir faire creativo tutto italiano”.

Esquire è un brand che ha fatto la storia del giornalismo mondiale: fondato nel 1933 negli Stati Uniti, ha visto tra i suoi collaboratori firme come Ernest Hemingway e F. Scott Fitzgerald e i rappresentanti del cosiddetto ‘new journalism’ degli anni sessanta, Tom Wolfe, Norman Mailer e Gay Talese, tra gli altri.

E oggi è un successo internazionale che vanta 28 edizioni nel mondo, traduzioni in 15 lingue e una presenza in 46 Paesi. 21 siti web per un totale di oltre 11,3 milioni di visitatori unici e 71,5 pagine viste. Una diffusione globale di 1,9 milioni di copie con una readership di circa 8,6 milioni.

“L’Italia è un paese con una grandissima tradizione e offerta di femminili e con una spiccata assenza di maschili di grandi numeri e qualità – sottolinea Timothy Small -. In questo senso, Esquire è il brand che mancava, con un nome forte e riconoscibile, un marchio rotondo, strutturato e ricco, con forti tradizioni che partono dal reportage e arrivano al lifestyle, allo stile e all’entertainment. Con questa incarnazione porteremo anche da noi l’heritage americano e internazionale di Esquire, declinato con una forte impronta italiana”.

Francesco Magnocavallo, digital editorial director Hearst: “Esquire è nato molte volte nella sua lunga esistenza, e siamo onorati di poterlo pubblicare in questa nuova versione, moderna e mediterranea. Crediamo che l’uomo italiano abbia bisogno di un’asticella molto alta: quella fissata da Gingrich nei primi anni ’60, quando Esquire si è imposto come campione del New Journalism”.