Cresce l’e-commerce del lifestyle, nuova frontiera per il Made in Italy

19 luglio 2017

Fulvio Giuliani, Roberto Liscia e David Pambianco

di Ilaria Gariano


‘Rivoluzione digitale: opportunità e sfide per le aziende della moda, del beauty e del design’ è il titolo del primo convegno Netcomm Focus Lifestyle, organizzato ieri a Milano da Netcomm in collaborazione con Pambianco.

Al centro dei lavori l’analisi della trasformazione in atto nelle imprese dei settori simbolo del Made in Italy che vogliono cogliere le opportunità offerte dall’ecosistema digitale, esaminando quali sono i nuovi fattori competitivi di successo.

Dopo l’introduzione di Roberto Liscia, presidente Netcomm, e di David Pambianco, amministratore delegato di Pambianco Strategie di Impresa, che hanno spiegato la nascita, il significato e l’importanza del convegno, si è parlato del digitale e della rivoluzione che sta cambiando profondamente i consumatori e il modo di fare impresa. Le aziende per puntare sempre più a una crescita e alla valorizzazione dei propri brand dovranno cercare di interagire attraverso il canale digitale con i propri clienti e cercare di soddisfare le aspettative di e-shopping desiderate.

Il nuovo consumatore digitale ha la necessità e pretende di parlare con l’azienda in modo diretto e immediato attraverso una plurità di interfacce quali il negozio fisico, negozio online, social e app.

“In un mondo in continua evoluzione anche il punto fisico, che oggi comprende l’85%, si dovrà ridisegnare e definire, dovrà cambiare ‘pelle’. Dovrà garantire una continuità nell’esperienza del consumatore, anche quando questa transita da un canale all’altro. Il canale fisico infatti è entrato nell’online ma anche l’eCommerce sta portando innovazione digitale al canale fisico migliorando il servizio offerto al consumatore, creando un ecosistema di unified commerce”, ha detto Liscia.

Analizzando gli acquisti e-commerce di prodotti lifestyle a livello globale, si nota come dal 2015 a oggi seguano tutti un trend di crescita, seppure a velocità diverse: il fashion ha registrato un incremento di circa il 42% per un valore di 391 miliardi di dollari, seguito dal beauty con il 42% pari a 84,5 miliardi e infine il design che registra una crescita di oltre il 36% con 133 miliardi di dollari. Questi dati di crescita non sono però ancora sufficienti per considerare il settore dell’e-commerce maturo o capace di esprimere appieno le sue potenzialità, dato che oggi solo il 7,5% degli acquisti si finalizza in questo canale e quello fisico rimane prevalente rispetto all’online.

“Per questi settori del made in Italy il digitale è una scelta propulsiva potente. È necessario che le imprese sappiano fare rete e si avviino verso un percorso di cambiamento. La valorizzazione dei distretti e delle vie della moda italiane attraverso piattaforme online consentirebbe ai consumatori italiani ma soprattutto stranieri di poter continuare la propria esperienza d’acquisto online una volta tornati a casa e creerebbe un forte legame con il brand. Questo percorso di digitalizzazione è già avvenuto ad Amsterdam e sarebbe bello che le tutte le imprese lo facessero”, ha sottolineato Roberto Liscia.

Per settore merceologico invece il quadro è diverso: i negozi dei prodotti lifestyle risultano tra i più attenti a offrire un’esperienza immersiva, infatti il 53% dei punti vendita che erogano servizi legati all’e-commerce è relativo al fashion , l’11% al luxury, il 9% all’arredamento e il beauty solo il 2%.

Marco Pozzi, senior advisor di Contactlab ha posto l’attenzione e analizzato il settore del luxury, arrivando alla conclusione che l’offerta online è molto ampia e con una vastissima estensione dei prezzi: si parte infatti dai 25 dollari della Tote Bag di Ralph Lauren fino a arrivare ai 50.000 dollari delle borse Hermes. Ha preso parte al convengo anche Simone Zucca, Sector Leader Retail, Fashion Luxury & Finance Google Italy, il quale ha richiamato l’attenzione sul punto di vista del consumatore.

“Dobbiamo capire come si comporta il consumatore e quali siano le esigenze. Le più moderne tecnologie di oggi influenzeranno il consumatore di domani. Vorrei per questo soffermarmi su alcuni paradossi che sono generati e spinti dalle tecnologia: 1) La conversazione, la possibilità di utilizzare strumenti tecnologici per applicare online l’interazione tipica che avviene nello store fisico: conversazione con il cliente. 2) La seconda dicotomia è la fretta del consumatore di ottenere il prodotto rispetto al tempo che è disposto a investire per personalizzarlo, perché uno dei desideri del consumatore è avere prodotti sempre più personalizzati. 3) Infine, la presenza pervasiva della tecnologia nelle nostre vite”, ha spiegato Zucca.

A concludere il summit firmato Netcomm è stato Francesco Magagnino, Innovation Lead Accenture Interactive, con lo speech sul tema dell’Innovazione. Come sarà l’eCommerce di domani è il fulcro centrale su cui verte il suo lavoro.

Magagnino afferma che sono quattro i domini di interazione di lavoro:

1) Ricco, ovvero ricco di contenuti. Il consumatore si aspetterà dei contenuti premium, ricchi di immagini a alta qualità, immagini 3d.

2) Immersivo: la realtà aumentata come prossimo step di engagement.

3) Naturale: con tecnologie che diventano invisibili, tecnologie presenti nell’ambiente che ci circondano, scaturendo un linguaggio naturale.

4) Intimo: facendo leva sull’intelligenza artificiale, sulle nostre esigenze e sui nostri cambiamenti, in grado di predirre quando il consumatore possa cambiare idea senza trovarsi impreparato.

Infine Magagnino ha annunciato l’uso di una delle tecnologie innovative del momento, quali Google Tango, il cui obiettivo è quello di integrare la realtà circostante nella tecnologia in un device: lo smartphone.