Mediaset, raccolta a +2% nel 1° semestre. Berlusconi: “Nel 2017 ritorno all’utile”

7 luglio 2017

Pier Silvio Berlusconi

In arrivo tra fine 2017 e inizio 2018 la nuova piattaforma streaming on demand gratuita Mediaset Play. Lavori in corso per l’addressable tv sul free to air

di Valeria Zonca


Focus sulla tv generalista – che resta il core del gruppo – con una implementazione della produzione di contenuti originali (vedi notizia), crescita nel comparto radio, maggiore offerta di contenuti on demand anche in modalità gratuita, un sostanziale ‘mantenimento’ della pay Premium per fare margine e non ricavi, potenziamento del servizio ott Infinity, vendita di format pubblicitari sempre più personalizzati sui vari target: sono queste in sintesi le tendenze emerse durante la presentazione dei palinsesti Mediaset, che si è svolta il 5 luglio a Monte Carlo.

Il broadcaster di Cologno si appresta ad affrontare le nuove sfide ‘forte’ di “un primo semestre che chiude in positivo con una raccolta pari a +2%, di fronte a un mercato in calo di quasi il 3%, con tutti i mezzi, cioè tv, radio e digital, che hanno il più davanti: saremo l’unico broadcaster tv con chiusura positiva, in linea con l’andamento previsto nel Piano di Londra soprattutto sull’obiettivo di aumentare le quote di mercato. Nel 2017 torneremo all’utile”, ha dichiarato il vice presidente e ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi, anticipando che “è stato completato il closing per l’acquisto del canale 20, sul quale è già in onda una programmazione di continuità: stiamo lavorando per capire dove posizionare la rete che avrà un target ampio, in vista del lancio in autunno. Inoltre abbiamo chiuso l’accordo per l’acquisizione di Radio Subasio, concentrata sulla musica italiana e molto seguita in Centro Italia: siamo in attesa dell’ok dell’Agcom ma questa operazione renderà la nostra offerta della radio ancora più completa”.

Un’altra novità annunciata dall’ad è il ritorno in casa Mediaset della Gialappa’s Band “che inizialmente comparirà in una puntata de Le Iene, ma a cui intendiamo affidare per il futuro un ‘laboratorio’ sulla comicità”.

Per quanto riguarda la rete pay Premium, dopo l’accordo mancato con Vivendi e il buco di 341 milioni di euro, Berlusconi ha affermato che “oggi la pay tv classica è un po’ ‘arrivata’ e che difficilmente potrà svilupparsi ulteriormente. La mossa ‘offensiva’ con i nuovi canali e i diritti esclusivi della Champions non ha funzionato, ma noi continuiamo a lavorare per 2 milioni di abbonati e sulla Serie A siamo in gioco”, ha detto sottolineando che accordi sono possibili anche con gli operatori telefonici, sempre più interessati al mercato dei diritti sullo sport, e magari anche con Sky.

Si tratta di un cambio strategico di obiettivi che sono direzionati a fare margine e non ricavi, con un calo già registrato di 7/8 milioni, dopo l’eliminazione del pacchetto bambini: a breve sarà presentata la nuova politica commerciale che terrà conto dell’assenza della Champions dal 2018.

Tornando alla raccolta pubblicitaria, a margine dell’evento l’ad di Publitalia Stefano Sala ha confermato il dato del primo semestre “con la televisione che presenta un leggero segno più di fronte a un mercato a -2%, la radio a +7-8% con il mercato a +4% e il digital tra l’1,8 e il 2,4%, con il mercato a +0,6%. Prevediamo per l’anno un ultimo quadrimestre brillante e già ora abbiamo guadagnato circa 1,3 punti di market share”.

La concessionaria sta lavorando allo sviluppo della addressable adv, “attualmente in fase di test sul free to air, mentre sulle reti pay è partita lo scorso ottobre – ha proseguito Sala -. Attualmente ci sono circa 3 milioni di smart tv connesse nel nostro Paese ma si prevede che nel 2020 ne saranno in possesso 14 milioni di famiglie, circa la metà del parco italiano. L’addressable tv sarà un’offerta aggiuntiva con un listino ad hoc: entro un anno e mezzo saremo in grado di raggiungere pubblici diversi nello stesso programma”.

Per Mediamond “il totale della raccolta digital registra +3,2% e vale poco meno di 100 milioni”, ha precisato l’ad della concessionaria Davide Mondo.

“Sulla radio la previsione è quella di chiudere a 72 milioni senza concessioni terze”, ha aggiunto l’ad di RadioMediaset Paolo Salvaderi.

Per Infinity sono in vista tre novità che arricchiranno il servizio ott: serie tv Usa in contemporanea, film di prima visione appena usciti dalle sale e pay per view per singole partite di calcio. Altre importanti novità riguardano il digitale.

“Nel mondo ci sono talenti che stanno realizzando milioni di contenuti online e stanno nascendo molti multichannel network che se ne occupano: Mediaset ha deciso di entrare in questo ambito e ha scelto la tedesca Studio 71, che sarà lanciata entro il 2017 in Italia”, ha dichiarato Pier Paolo Cervi, direttore Business Digital.

Per quanto riguarda l’offerta di contenuti è prevista entro l’anno il lancio di Mediaset Play, la nuova piattaforma streaming on demand con accesso gratuito che arriverà tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018.

“Vogliamo consegnare un’esperienza d’uso in cui i nostri contenuti potranno arrivare nel momento giusto e nel modo più semplice su tutti schermi, grazie alle molteplici funzioni”, ha precisato Cervi.

I programmi potranno essere messi in pausa per riprenderli in un secondo momento, anche cambiando dispositivo, come avviene già con Netflix, ad esempio. Si potrà anche riavviare una trasmissione già iniziata oppure scaricare i video dallo smartphone alla tv, in modo da poter proseguire la visione offline.

Saranno poi impiegati chatbot sull’app mobile per ottenere informazioni sul meteo o su programmi come il Grande Fratello.