Rai, nuovo racconto dell’Italia con i palinsesti autunnali. A breve il piano sull’informazione

29 giugno 2017

Mario Orfeo

di Valeria Zonca


Rai, approvati dal Cda solo venerdì scorso, dopo le polemiche su tetto dei compensi agli artisti e dopo l’uscita anticipata dell’ex direttore generale Antonio Campo Dall’Orto.

Il suo successore Mario Orfeo ha tessuto le lodi della tv di Stato, forte dei 36 milioni di italiani che la seguono ogni giorno, dei 13 mila dipendenti, delle migliaia di collaboratori e dei talenti ‘indispensabili, attaccati da privati e istituzioni con numerose critiche.

“La Rai resta la prima azienda culturale del Paese – ha dichiarato il dg -. Fino a qualche settimana fa alcuni di questi grandi talenti che contribuiscono alla realizzazione di programmi di qualità rischiavano di lasciarci. Non è successo perché abbiamo avuto la ferma convinzione che perderli sarebbe stato un colpo al cuore stesso del servizio pubblico. La sfida è stata difendere le loro competenze e il loro talento nell’interesse dell’azienda. Una scelta che ho difeso sin dal primo giorno e che oggi difendo ancora di più. Togliamo il velo di ipocrisia che si è creato: il rinnovo del contratto a Fabio Fazio è un vantaggio per la Rai in termini di valore di prodotto e di benefici economici. Il nostro obiettivo – ha proseguito – è quello di moltiplicare il valore e i talenti della Rai e cominciare con loro a costruire il futuro con linguaggi diversi per pubblici differenti”.

Dare identità più definita e più forte alle reti attraverso degli asset consolidati, a partire dalla “Fiction, che si arricchirà di coproduzioni internazionali e di impegno civile: la Rai deve essere motore di una riflessione e dare questo messaggio – ha detto Orfeo -. Anche l’Intrattenimento avrà un’offerta più attuale e contemporanea. La Cultura sarà trasversale alle reti, perché non è un genere ma è ovunque: da quella pop alla divulgazione scientifica, dalla storia all’arte per raccontare la bellezza dell’Italia nel mondo esportando i nostri prodotti. L’Informazione avrà 189 ore in più rispetto all’anno precedente: edizioni straordinarie, speciali e approfondimenti, con i nostri Tg che sono già la voce più autorevole e seguita del Paese. Il tratto distintivo è quello di parlare a tutti, dai fatti locali ai temi universali. Vogliamo però cambiare il racconto che facciamo della società, della politica e del costume, allontanandoci dalla spettacolarizzazione della cronaca, trovando nuove forme di presentare la realtà con molta attenzione sul sociale. Con questo obiettivo metteremo in campo delle squadre con giornalisti e conduttori per rafforzare il rapporto tra le testate e le reti. Abbiamo già sperimentato questo approccio a Uno mattina, ma io vorrei che diventasse ‘sistema’ e che in pochi mesi la Rai possa dare una nuova narrazione in cui lo spettatore, più che impressionarsi, possa riconoscersi”.

Per quanto riguarda il piano sull’informazione, bocciato due volte sulla proposta dei due precedenti dg Luigi Gubitosi e Campo Dall’Orto, Orfeo ha assicurato di aver già preso in mano la ‘pratica’ e che la nuova proposta sarà pronta nel giro di qualche mese, con focus su “razionalizzazione e sviluppo della parte digitale dove abbiamo un oggettivo ritardo”.

Per quanto riguarda l’offerta sulla Sport, altro pilastro dell’offerta, Orfeo ha parlato di grande interesse su “Mondiali di calcio, Olimpiadi invernali e Champions League”, dopo il passaggio dei diritti a Sky.

Anche sul Festival di Sanremo la Rai sta cominciando a lavorare con “tanti candidati potenziali, ma procediamo per priorità”, ha detto il dg.

I direttori di Rai 1, Rai 2, Rai 3 e Rai 4 hanno poi presentato gli highlights dei canali (vedi notizia).

Rai 1, con il claim ‘La tv degli italiani’, puntando su informazione, impegno solidale con Airc e Telethon, viaggi e territorio, intrattenimento, sport, fiction di serialità e nuove, cultura con la prima della Scala il 7 dicembre, riparte con vecchi e nuovi protagonisti, a cominciare da Fabio Fazio che trasloca da Rai 3 con Che tempo che fa “e darà una nuova forma al prime time della domenica”, ha commentato il direttore Andrea Fabiano.

Rai 2 si presenta con lo slogan ‘Fedeli al cambiamento’, che rispecchia la metamorfosi avvenuta negli ultimi anni con la ricerca di nuovi linguaggi e nuovi target. “Il successo si riscontra nei risultati social raggiunti dal secondo semestre a oggi: su Facebook siamo passati da 160 mila fan a quasi 1,5 milioni – ha detto il direttore Ilaria Dallatana -. Una parte del palinsesto sarà dedicata agli adolescenti”.

Rai 3 prosegue nella mission della narrazione integrata e “sarà ancora più ‘dentro alla verità’ con la sperimentazione di nuovi format”, ha anticipato Daria Bignardi, direttore della rete ormai orfana di Fazio e di ‘Zoro’, passato a La7.

Il volto di Rai 4 sarà sempre più social e cult. “Una rete ‘mutante’ che nel primo semestre 2017 ha registrato +50% negli ascolti sul totale individui e il +35% sul target 15-54 anni ed è stata l’ottava rete in prime time a maggio e giugno”, ha concluso Angelo Teodoli, direttore di Rai Gold.