Rai Pubblicità, primo semestre a -1%. Piscopo: “Obiettivo 2017 a 684 milioni (+2%)”

29 giugno 2017

Fabrizio Piscopo

di Valeria Zonca


Un mercato flat, volatile e con poca coerenza.

L’ha definito così l’ad di Rai Pubblicità Fabrizio Piscopo che ha quantificato per la concessionaria una perdita dell’1% sui sei mesi, nonostante un buon maggio a cui ha fatto seguito un giugno sottotono, mentre luglio è ancora da costruire.

“All’inizio 2017 – ha detto l’ad – abbiamo nettizzato la raccolta 2016 pari a 702 milioni di euro togliendo i circa 30 milioni di raccolta con Europei e Olimpiadi. Quindi siamo ripartiti da 670 milioni con l’obiettivo di crescere del 2% (previsione condivisa anche da Upa e dai principali centri media) per arrivare a 684 milioni a fine anno. Dovremo accelerare nel secondo semestre arrivando a fare +3% per raggiungere l’obiettivo, ma si tratta di un anno dispari senza eventi di sport, ma con un possibile guadagno maggiore con la collocazione di Fabio Fazio su Rai 1”.

Nonostante un Giro d’Italia che ha raccolto 3,5 milioni, Piscopo ha identificato alcune cause che hanno provocato il gap attuale di circa 10 milioni.

“Non possiamo vendere le campagne adv del comparto betting che vale 50 milioni e che cresce del 25-30% ogni anno: stiamo aspettando a giorni una delibera dell’Agcom ma sono stati persi 3 milioni – ha commentato l’ad -. La mancata messa in onda di The Voice, che valeva 12-13 milioni, ha provocato la perdita di circa 4 milioni. Inoltre, sono stati tolti dei break importanti come quello che precedeva Report, con un ulteriore calo di 2 milioni. Senza dimenticare i tre canali del dtt che non raccolgono più la pubblicità. Rai Pubblicità non può forzare sulle tariffe – ha proseguito -. Abbiamo due strade da percorrere: puntare su grandi eventi su cui siamo imbattibili come Sanremo, i Mondiali o gli Europei di calcio, o la serata con il concerto di Vasco Rossi che ha già raccolto 2 milioni, e aumentare il prezzo in modo indiretto, privilegiando clienti che hanno bisogno di spazi e che godono di sconti più bassi, senza però scontentare i big. La Rai detiene il 5% dei Grp di tutto il mercato con il 4% di affollamento”.

A risollevare la situazione sono i canali tematici del digitale terrestre. “Nel primo semestre, il fatturato di Rai 4 è cresciuto del 40%, quello di Rai News del 25% – ha dichiarato l’ad -. È chiaro però che la svolta generalista di Rai 4 porterà a degli sconti diversi. Il pacchetto delle specializzate nel 2016 ha raccolto 80 milioni con un +8-9% nel primo semestre”.

In crescita anche i mezzi digital, radio e cinema.

“Il primo beneficia del lancio di RaiPlay con una chiusura dei sei mesi a +2-3% al lordo degli eventi sportivi – ha precisato Francesco Barbarani, capo dell’area Web, Radio e Cinema -. Il driver di crescita è il video e ci attendiamo un secondo semestre positivo con l’ultimo trimestre in forte crescita. La pianificazione sul digital vive del prodotto Tv, con una viewability degli spot del 90%. Il contenuto relativo a sport e news ha un ciclo di vita breve, mentre quello VDO con cinema e fiction prosegue nel tempo. Il fatturato digital nel 2017 sarà tra i 10 e i 15 milioni. La radio chiude il primo semestre a +5% con giugno in doppia cifra. Prevediamo per l’anno tra i 35 e i 40 milioni di fatturato. Il cinema cresce del 30% nel semestre e registrerà 5-7 milioni nell’anno”.