Mediaset, approvato bilancio 2016 con una perdita di 294,5 milioni di euro

29 giugno 2017

Fedele Confalonieri

Fedele Confalonieri su Vivendi: “Abbiamo circoscritto l’impatto negativo dell’aggressione”. Nuova causa per l’esecuzione del contratto su Premium

di Serena Poerio


L’Assemblea degli azionisti di Mediaset, riunitasi ieri sotto la presidenza di Fedele Confalonieri, ha approvato il bilancio d’esercizio di Mediaset al 31 dicembre 2016, il bilancio consolidato e le relazioni degli amministratori così come deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 19 aprile 2017.

Il gruppo francese Vivendi non ha depositato azioni per partecipare all’incontro dei soci. A essere presenti in assemblea 428 azionisti, per il 51,68% del capitale.

Dalla lettura del libro soci è stato confermato che Silvio Berlusconi tramite Fininvest detiene il 39,5% della società e Vivendi il 28,8%. Mediaset inoltre detiene il 3,79% di capitale proprio.

A fronte di un esercizio 2016 in cui hanno pesato le vicende con Vivendi (con effetti negativi non ricorrenti pari a un totale di 341,3 milioni di euro), i principali risultati del bilancio consolidato 2016 registrano ricavi consolidati netti pari a 3.667 milioni di euro (3.524,8 milioni di euro nell’esercizio 2015), Ebit negativo per 189,2 milioni di euro rispetto ai +230,7 milioni di euro del 2015 e risultato netto di Gruppo negativo per 294,5 milioni di euro rispetto ai +3,8 milioni di euro dell’anno precedente.

L’assemblea degli azionisti ha approvato la copertura della perdita dell’esercizio pari a euro 150.985.000,54, mediante parziale utilizzo della riserva straordinaria.

Con l’approvazione del bilancio 2016 è scaduto il mandato conferito alla società Reconta Ernst & Young S.p.A., l’assemblea ha provveduto ad affidare alla società di revisione Deloitte & Touche S.p.A., l’incarico di revisione legale dei conti per gli esercizi 2017-2025, approvando il relativo compenso.

L’assemblea ha nominato il collegio sindacale.

Sulla vicenda Vivendi si è espresso il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, affermando che il 2016 per Mediaset “è stato un anno difficile”, ma che si è riusciti a “circoscrivere l’impatto negativo dell’aggressione” di Vivendi, salita al 29,9% dei diritti di voto del gruppo televisivo. Il gruppo francese secondo il presidente voleva “entrare in Mediaset dalla porta di Premium per poi scalarla”.

“Non siamo contro il mercato, anzi – ha continuato -, ma siamo contro le scorrerie soprattutto da parte di chi si era presentato come partner”. Confalonieri ha parlato anche del contenzioso in atto con Vivendi, che non riguarda soltanto i “diritti violati” ma “frena anche i progetti futuri” di Mediaset: l’alleanza doveva essere “qualcosa di molto positivo ed è diventato un elemento fortemente negativo, un intralcio, un condizionamento pesante al nostro sviluppo”.

A Mediaset infatti “è preclusa ogni iniziativa che possa direttamente o indirettamente incidere sui settori tv e telecomunicazioni, proprio a causa della presenza di Vivendi in posizione di controllo in Telecom di collegamento in Mediaset”.

Riguardo la situazione di Premium, a seguito dell’acquisizione lo scorso 19 giugno dell’11,1% della società, Mediaset detiene oggi il 100% del capitale sociale della pay tv. L’obiettivo è quello di “ristrutturare il business model, rendendolo sostenibile”.

In autunno ci sarà una nuova asta per i diritti tv della serie A a cui Mediaset Premium parteciperà, non escludendo un probabile accordo con Tim.

L’assemblea ha dato il via libera al piano di acquisto di azioni proprie fino al 10%, che consentirebbe a Fininvest di non incorrere nell’obbligo di lanciare un’Offerta pubblica di acquisto su tutto il Biscione.

La misura rappresenta una azione difensiva che dovrebbe favorire l’aumento della presa di Fininvest sulla stessa Mediaset, proprio nell’ambito della guerra di posizione con i francesi di Vivendi.

“Poche settimane fa – ha spiegato Confalonieri – abbiamo nuovamente citato in tribunale Vivendi per violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo”.

“Non vogliamo il risarcimento dei danni, vogliamo l’esecuzione del contratto”, ha dichiarato poi l’ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, riferendosi alla nuova causa intentata da Mediaset nell’ambito della vicenda Vivendi. Non cambia, dunque, la strategia del ‘Biscione’, che continua a chiedere il rispetto degli accordi siglati dal gruppo francese.

“La prima causa – ha specificato l’ad – è legata alla rottura del contratto, mentre questa è la conseguenza di ciò che è avvenuto dopo”.

La raccolta pubblicitaria del gruppo Mediaset nel primo semestre dell’anno dovrebbe, invece, chiudersi lievemente positiva.

“Ad aprile c’è stato un calo del 2,7% del totale del mercato – ha affermato Berlusconi -. Noi stiamo andando bene e stiamo conquistando quote nel primo semestre, che chiuderemo con un segno positivo relativamente piccolo”.

Approvato, anche con il voto a favore del Fondo Amber, il piano di buy back di Mediaset che non fa scattare il superamento delle soglie dell’Opa per gli azionisti di maggioranza relativa.