Condé Nast: Airoldi nominata dg Sales & Mkt. Formento direttore centrale Digital

29 giugno 2017

Francesca Airoldi

A Domenico Nocco, direttore generale, fanno capo le attività di Finance & Controllo, Personale, Produzione e Servizi Generali

Continua la riorganizzazione in casa Condé Nast.

Dopo le nuove nuove nomine per Cristina Lucchini, Alan Prada e Sara Maino (vedi notizia) Giampaolo Grandi, presidente e amministratore delegato di Condé Nast Italia, e Fedele Usai, direttore generale e dal 1° settembre amministratore delegato del gruppo, hanno comunicato un nuovo assetto organizzativo del gruppo.

A Domenico Nocco, Direttore Generale, fanno capo le attività di Finance & Controllo, Personale, Produzione e Servizi Generali. Nocco mantiene il ruolo di Vice Presidente del Consiglio d’Amministrazione.

A Francesca Airoldi, Direttore Generale Sales & Mkt, fanno capo tutte le strutture centrali e dei brand e la rete di vendita.

A Marco Formento, Direttore Centrale Digital, fanno capo le attività digitali dell’azienda compresi i sistemi informativi.

A Massimo Monzio Compagnoni, Direttore Centrale Consumer e Audience Development, fanno capo le attività di circulation e distribuzione. Alla nuova Direzione Centrale Mkt & Communication, ad interim gestita dall’ad, fanno capo la Direzione Comunicazione e le PR. In una nota il Gruppo sottolinea la propria capacità di essere focalizzati sulle priorità, di non smettere di innovare e di mantenere la necessaria flessibilità sarà decisiva.

“Ma ancor più decisiva sarà la nostra modalità di interazione con il mercato – sottolinea Condé Nast -. Il nuovo contesto richiede interazioni di qualità, connessioni sempre più complete ed alti standard di execution. Abbiamo le carte in regola per poter essere ancora più protagonisti, ma dobbiamo interagire come un unico player, forte dei suoi incomparabili brand, delle sue audience correttamente distribuite e della sua riconosciuta capacità creativa. Il mondo dell’editoria e della comunicazione più in generale hanno subìto negli ultimi anni una profonda disruption. Quello che appare evidente è che il mercato si sta polarizzando su due posizioni nette, da un lato la mass commodization, che è caratterizzata da prodotti tradizionali di bassa qualità e da proposizioni digitali con scarso tasso di innovazione, e dall’altro un’area che si caratterizza per qualità e continua innovazione. Quest’ultimo è sempre stato e sempre più sarà il nostro campo da gioco elettivo”.