Christine Lagarde: “Gender equality, una battaglia che riguarda tutti”

26 giugno 2017

Christine Lagarde

di Andrea Crocioni


“La capacità di trasgredire, di divagare e di proporre un’alternativa a qualcosa che potrebbe generare caos”: è questa la definizione di creatività che Christine Lagarde, direttore generale del Fondo Monerario Internazionale, ha dato venerdì alla platea di uno degli appuntamenti di punta di questa edizione del Festival della Creatività di Cannes.

Ospite dell’incontro ‘Can Creativity Change the World?’, organizzato da Publicis Groupe, la politica e avvocata francese è stata intervistata da Maurice Lévy che ha ripercorso con lei le tappe di una carriera unica. Lagarde è stata la prima donna chiamata a guidare il Fondo Monetario Internazionale, ma in precedenza è stata anche la prima donna nominata ministro dell’Economia in Francia: una figura ideale per affrontare il tema della gender equality.

“Ci sono ambiti professionali in cui per una donna è difficile essere prese sul serio. Fra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 quando i clienti venivano in ufficio pensavano che fossi lì per servire i caffè”, ha detto Lagarde ricordando i suoi inizi nello studio legale Baker & McKenzie, dove il suo primo cliente fu proprio un’agenzia pubblicitaria, la Leo Burnett.

La carriera legale l’ha portata, anche in questo caso prima donna, a diventare presidente del Consiglio di amministrazione della società. Poi è iniziata l’esperienza politica vissuta ad altissimi livelli che l’ha messa alla prova prima, in veste di ministro, nella gestione delle conseguenze generate a livello internazionale dal crack di Lehman Brothers, e successivamente, alla guida del FMI, con la grave crisi del debito Greco.

“A volte occorre che la situazione sia ‘marcia’ per dare alle donne l’occasione di raggiungere i vertici”, ha affermato, evidenziando con una battuta come di fronte a momenti critici i posti di responsabilità diventino improvvisamente meno ambiti per gli uomini, fornendo alle donne l’occasione di mettersi in luce.

“È fondamentale – ha aggiunto – che le donne accedano al lavoro e possano crescere perché se questo non succede è un danno per tutti. È una perdita di talento, creatività e opportunità di business. Quando portate le donne a un tavolo, a tutti i livelli dell’organizzazione, queste fanno la differenza. Per questo la battaglia per la parità deve riguardare anche gli uomini”.

Lagarde, nel suo intervento, ha parlato anche del legame fra Fondo Monetario Internazionale e creatività, ricordando il ruolo dell’organizzazione internazionale che ha fra i suoi obiettivi la regolazione della convivenza economica a livello internazionale e la messa in atto di azioni che possano favorire la crescita dei Paesi in via di sviluppo.

“La crisi economica ci ha reso creativi perché abbiamo bisogno di ripristinare un clima di fiducia”, ha detto.

E se le grandi idee sono il carburante del progresso, per la presidente del FMI “creatività significa anche prendersi dei rischi e il processo può iniziare partendo da se stessi. Questo significa reinventarsi, avere fiducia nelle proprie capacità, ma anche costruirsi una squadra”.