L’incredibile necessità di semplificare

26 giugno 2017

di Giovanni Pagano


Ma perché “incredible”? A sentire organizzatori e giurati sul palcoscenico della sala Lumiere, è tutto “incredible” e “incredibly qualcosa”: le giurie, le categorie, i lavori premiati. Guardate che ci crediamo perfettamente, a Cannes c’è la migliore creatività del mondo. E anzi lo pretendiamo pure. Veniamo ogni anno in 20.000 da tutto il mondo per questo.

Quello che sta cominciando a diventare veramente “incredible”, e in modo inauspicato, è la confusione concettuale che trapela dalla moltiplicazione di contorte classificazioni che caratterizza sempre più le premiazioni del Festival.

Attenzione, non si può disconoscere la tempestività con cui gli organizzatori hanno affrontato i quintali di innovazioni che si sono inseguiti nello scorso decennio. Dico però che la positività di questo ruolo-guida rischia di essere seppellita dall’artificiosità di tonnellate di categorie e premi pretestuosi e, in definitiva, fuorvianti.

Ma davvero è pensabile che una straordinaria idea come ‘Fearless girl’ venga premiata con Grand Prix e Leoni vari praticamente in ogni categoria? Ma davvero è credibile che si individui un premio per la ‘Excellence in audience engagement or distribution strategy for branded content’?

Non sarebbe più serio, chessò, premiare la poliedricità di una campagna con un premio apposito tipo ‘Integrated’ (che era stato istituito inizialmente proprio a questo scopo), invece di inondarla di una miriade di metalli vari che finisce per svalutare gli stessi? All’uscita dalle varie premiazioni (ormai ce n’è una praticamente ogni sera) è più la gente che si aggira festante con un Leone in mano che i pochi restati senza trofei.

Perché vedete, il Festival di Cannes, a furia di reclamarlo, ha finito con l’avere realmente il prestigioso ruolo di faro e guida della Creatività mondiale. Ma noblesse oblige, e un tale ruolo porta con sé anche responsabilità conseguenti: il Festival avrebbe anche il compito di aiutare operatori, clienti e pubblico a capire che direzione sta prendendo la comunicazione, invece di intorbidire ulteriormente questo nostro stagno a causa di evidenti esigenze commerciali.

Per favore, Savage, fai anche questo per noi: semplifica. Qualche premio in meno, qualche certezza in più.