We Are Social Italia: “Premiati con un progetto che rappresenta la nostra vision”

23 giugno 2017

Ottavio Nava, Stefano Maggi e Gabriele Cucinella

Per il team a Cannes 2017 sono arrivati i primi Leoni con la campagna ‘Speak like the patron’ realizzata per il lancio della seconda stagione della serie Narcos

di Andrea Crocioni


Con un Argento, un Bronzo e cinque shortlist conquistati al Festival Internazionale della Creatività 2017, ‘Speak like the patrón’, la campagna firmata da We Are Social Italia per il lancio della seconda stagione della serie Narcos, consacra definitivamente il processo di evoluzione vissuto dall’agenzia negli ultimi due anni.

Realizzato per Netflix, in partnership con Babbel, è stato uno dei progetti italiani più apprezzati alla manifestazione che raccoglie il meglio della creatività mondiale, fruttando i primi ‘storici’ Leoni alla struttura guidata da Ottavio Nava, Gabriele Cucinella e Stefano Maggi.

“Anche se non siamo mai stati ossessionati dai premi – raccontano i tre ceo -, siamo felicissimi per questo risultato perché è arrivato con un’operazione che rappresenta bene la nostra vision e il nostro approccio al lavoro”.

Un’impostazione che ha portato il team, orgoglioso del proprio Dna digitale, a percorrere nuove strade.

“Siamo nati come specialisti dei social – spiegano -, ma l’idea in questi ultimi anni è stata quella di sviluppare il nostro modello basandoci su una visione creativa diversa con l’intento di diventare semplicemente un’agenzia creativa che proviene da un background alternativo. Una realtà che produce progetti che continuano ad avere nei social e nelle content platform il loro fulcro, ma semplicemente perché questi sono diventati pervasivi rispetto alle nostre vite. L’origine del nostro posizionamento sta proprio in questo cambio di abitudini delle persone. Da questo presupposto si è sviluppato il nostro modo di concepire la creatività e di affrontare i progetti di comunicazione”.

E la chiave di questo percorso è il rispetto per le audience con cui vogliono parlare i brand.

“Il marketing dell’interruzione è sul viale del tramonto a vantaggio di tutto ciò che è intrattenimento. Ed è proprio qui che vogliamo concentrare le energie – sottolineano Nava, Cucinella e Maggi -. Oggi si deve lavorare su un piano di scambio fra brand e persone. E un passo ulteriore è quello di uscire dalla logica tradizionale dei target demografici per lavorare sulle community. Questa è la base per produrre idee che siano in grado di generare conversazione e magari arrivare ad avere una ricaduta culturale sulla società”.

Se i Leoni di quest’anno sono stati un traguardo importante, i tre manager hanno ben chiare quali siano le prossime sfide per l’agenzia: “Vogliamo proseguire questo processo di evoluzione della nostra offerta creativa, alimentare la qualità dei nostri standard per aiutare i clienti a raggiungere i propri obiettivi. Questo lo stiamo ottenendo con uno sforzo congiunto delle diverse anime creative dell’agenzia: concettuale, editoriale e produttiva (aree guidate rispettivamente da Gabriele Caeti, Alessandro Sciarpelletti e Daniele Piazza, ndr). Dallo scorso anno poi abbiamo un innovation director, Luca Della Dora, che ha il compito di aiutare i reparti a guardare a quello che succederà da qui a due anni. Un punto fermo per noi è il coinvolgimento di talenti, anche di altri settori, pensiamo ad ambiti come gaming, o motion graphic, nella logica di una positiva contaminazione con mondi esterni a quello dell’advertising”.