Dal selfie allo storytelling: la tv del futuro è mobile

23 giugno 2017

Jeffrey Katzenberg /©wikipedia

di Eugenia Morato


“La battaglia in atto per conquistare l’attenzione del pubblico è quella sul grande schermo, non quella per il grande schermo. Scordatevi di essere voi quelli che dettano il ritmo del cambiamento. Sono le persone”.

Esordisce così Michael Kassan, ceo e chairman di MediaLink, al seminario dal titolo ‘Television 2020: Storytelling for a mobile planet’.

La più grande invenzione media degli ultimi anni è stata lo smartphone e, al contrario della tv che è rimasta pressoché invariata, il mondo della telefonia mobile ha vissuto un’evoluzione senza precedenti passando in modo rapido dall’essere device per parlare con un’altra persona a un vero e proprio computer portatile in miniatura, “un portale per uno storytelling di qualità”, secondo Kassan.

Ma allora, in un’epoca in cui tutto è diventato una gara incessante per conquistare pochi secondi di attenzione del pubblico, come possiamo continuare a conquistare ancora il cuore delle persone quando la cultura e i contenuti sono in costante movimento?

Per rispondere alla domanda, MediaLink ha portato sul palco dell’Inspiration stage Jeffrey Katzenberg, che nel suo passato vanta titoli come co-founder di DreamWorks, Chairman di The Walt Disney Studios e presidente di Paramount Studios. Katzenberg parla alla platea dei Lions Entertainment della sua nuova avventura, WndrCo. Obiettivo: reinventare la tv per il mobile.

“Ciò che m’interessa più di ogni altra cosa è il punto dove tecnologia e new media convergono. L’era del content is the king in cui stiamo vivendo è un’enorme opportunità per tutti noi – dice – Tutto ciò che è content è formato da un mix di tecnologia, forma e abitudini di consumo. Un contenuto è passato da un consumo di 2 ore e mezza a soli 5 minuti. Ma, forse anche per questo, ci sono ancora moltissime opportunità per tutti noi produttori di contenuti perché i consumatori passano tutto il giorno con i loro smartphone e noi abbiamo quest’incredibile opportunità di riempire il loro tempo con uno storytelling di alta qualità”.

Secondo Katzenberg, per ogni tipo di format pensato per la tv tradizionale ce ne dovrebbe essere uno premium che lo sostituisca nella versione mobile. La chiave è riuscire a dar vita a un business model adeguato. Un business model che, secondo Katzenberg, è il risultato di tre sfide che i brand devono affrontare (e vincere).

Content creation, distribuzione e monetizzazione: sono questi i 3 pilastri che i brand devono ripensare e ri-costruire in modo diverso perché, per Katzenberg, “non è assolutamente vero che oggi ci siano meno opportunità rispetto a quelle davanti alle quali si sono trovati davanti i creatori di contenuti con la televisione degli anni ’70 e ’80”.

E prosegue: “La nuova tv diventerà di una ‘magnitudo’ di molto più grande rispetto alla tv tradizionale come la conosciamo ora. E sento che questo è il momento giusto per monetizzare i contenuti brevi, se davvero i brand riusciranno a rendere stabili questi tre parametri. Non sto dicendo che Netflix deve iniziare a preoccuparsi o che le persone smetteranno di sedersi sul divano per passare la serata guardando House of Cards, sto semplicemente dicendo che la nuova tv è il prossimo player con cui i grandi colossi si troveranno faccia a faccia”.

E qual è la sfida che attende il mondo dell’advertising con la nuova tv del futuro? Per Katzenberg la risposta è semplice: “La sfida, ma anche la grande opportunità, per la industry della pubblicità è quella di diventare così creativi e innovativi da riuscire a inserire il loro advertising all’interno di questi contenuti trasformando la pubblicità creata per questo contenuto short-form in contenuto engaging per il pubblico”.