IAA indaga su come trasformare le fake news in opportunità

23 giugno 2017

Emma Winchurch-Beale, Nick Vale e Gabriella Schwartz

di Laura Buraschi


L’edizione 2017 di Cannes Lions è particolarmente frammentata e caratterizzata da micro eventi collaterali ma altrettanto densi di contenuto.

Ne è un esempio l’IAA Studio, situato nelle cabanas lungo la Croisette, dove l’International Advertising Association ospita ogni giorno panel su diverse tematiche relative al settore.

“Giunto al terzo anno – ha spiegato infatti Felix Tataru, chairman e world president di IAA – l’IAA Studio è diventato una destinazione imprescindibile per i nostri membri e ospiti per avere conversazioni stimolanti sugli argomenti che contano maggiormente nel settore”.

Tra i temi affrontati non potevano mancare le fake news, protagoniste ieri mattina nell’incontro ‘True Lies: looking at fake news, trust and the implication for advertising’.

Gabriella Schwartz, managing director Flipboard, ha aperto il dibattito affermando che la definizione stessa di fake news è scorretta: “Le notizie sono contenuti basati su fatti reali. E’ fondamentale educare gli utenti affinché imparino a distinguere le notizie dalle bugie”.

Per Nick Vale, worldwide head of planning, Maxus Global, il confine non è così netto: “Il mondo in cui viviamo dà l’opportunità a tutti di esprimere le proprie opinioni. A volte quello che viene definito ‘fake news’ è in realtà la manifestazione di queste opinioni e i pubblicitari non possono trascurarle”.

Per Emma Winchurch-Beale, international sales director The Washington Post, “tutto dipende dalla presentazione, cioè se si distingue che si tratti di un’opinione, e dalla motivazione che ha scaturito una pubblicazione. Se online la maggior parte delle informazioni non vengono verificate, è invece importante che i giornalisti continuino a fare con serietà il loro mestiere”.

Vale pone però l’attenzione su quello che il comparto dell’advertising non deve trascurare: “Le fake news consentono di identificare e definire dei micro target, delle audience di cui comunque dobbiamo tenere conto: da un punto di vista creativo rappresentano un nuovo terreno di gioco per il comparto e sempre di più vedremo i brand cercare di sfruttare questa possibilità”.