Mario Testino: la magia dell’ascolto che trasforma un’immagine in emozione

21 giugno 2017

Mario Testino

di Eugenia Morato


Definirlo semplicemente fotografo di moda sarebbe davvero riduttivo. Forse anche la definizione di artista della fotografia non è abbastanza.

Sul palco di Cannes Lions International Festival of Creativity, ospite di Edelman in un seminario affollatissimo dal titolo ‘Beyond the image. Connection. Integrity. Impact’, Mario Testino viene definito un autentico mago delle emozioni.

Quelle stesse emozioni che riesce a catturare nei suoi scatti e che vanno ben oltre l’immagine. Il suo messaggio ruota attorno ai temi dell’ascoltare e del vantaggio in termini di esperienza che il commettere errori ci dà.

“Do molta importanza all’ascoltare i brand con cui lavoro. Cerco sempre di capire cosa quello specifico brand sta cercando di dire e poi lo rappresento visivamente con immagini che generano emozioni” dice quando gli viene chiesto da dove proviene la magia delle sue immagini.

Parla, poi, anche dell’insicurezza da cui si sentiva in qualche modo intrappolato agli inizi della sua carriera.

“Quando ero un giovane fotografo agli esordi, ero terrorizzato dalla mia debolezza. Ero molto critico verso me stesso. Davo ai miei clienti una sola foto e sapevo che tutto si giocava lì – dice – Per questo non volevo assolutamente far vedere loro il lavoro prima che fosse finito. Temevo davvero tanto quello che avrebbero potuto pensare”.

Ma l’esperienza e il successo hanno portato il fotografo a realizzare che, in maniera più o meno accentuata, siamo tutti insicuri e l’insicurezza va combattuta non solo essendo se stessi, ma spingendo gli altri a esserlo.

“Da giovane temevo che il mio essere peruviano di nascita non mi avrebbe fatto stare al centro della scena mondiale della creatività ma con l’esperienza ho iniziato a vedere come tutti cercassero sempre di emulare qualcun altro, dimenticando di essere se stessi – dice -. Alla fine ho accettato il fatto che non ero italiano, né inglese o francese. Ero semplicemente me stesso. A quel punto, di riflesso, ho anche iniziato a spingere gli altri che lavoravano con me a essere se stessi”.

E’ il ritratto di un bellissimo essere umano, oltre che di un grande professionista, quello che emerge dal dialogo tra Testino e Elaine Welteroth di Teen Vogue sul palco di Cannes Lions, un artista dell’immagine che è riuscito a realizzare le sue ambizioni senza perdere mai l’umiltà.

Quella stessa umiltà che lo rende aperto alle alleanze, all’ascoltare gli altri perché, come lui stesso ricorda, “accettare consigli dagli altri quando sei a capo di gruppo non sminuisce il tuo potere e la tua autorevolezza -. Conclude, infine, a proposito del suo rapporto con i brand di fare un passo indietro, nonostante la sua fama, per lasciare la scena al cliente – Io posso avere la mia specifica opinione su un brand, ma è la sua prospettiva quella che devo far emergere dalle mie immagini. Per cui so che posso essere criticato dal pubblico ma finché il mio cliente è felice e le vendite aumentano, io non posso che esser felice e soddisfatto del mio lavoro”.