(Ruota) Panoramica sul Festival della Creatività di Cannes

20 giugno 2017

di Giovanni Pagano


Dice: “Cosa s’inventeranno per rendere il Festival della Creatività di Cannes ancora più spettacolare, dopo la straripante edizione dell’anno scorso?”

Non sfidateli. Non sappiamo di cosa sono capaci. Quest’anno hanno costruito davanti alla scalinata del Palais una ruota panoramica, giuro. Voi passate con l’auto sulla Croisette e non vedete il red carpet, letteralmente.

Non oso pensare alla prossima mossa. Ma il giorno che vedrò il Palais avviluppato da una ragnatela di binari delle montagne russe con curve paraboliche e discese mozzafiato, quel giorno mi arrenderò all’evidenza che dopo Leonardo da Vinci, Benjamin Franklin e Albert Einstein c’è Terry Savage.

Intanto prosegue imperterrita la colonizzazione dei dintorni del Palais: adesso il Festival si è impossessato di tutta la spiaggia libera distribuendone i lotti ai vari sponsor, che ovviamente li utilizzano per rendere più invitanti i loro padiglioni. Ma occorre ammettere che tutto questo avviene con maggior disinvoltura rispetto agli anni scorsi, se si eccettua la comparsa delle pattuglie di paracadutisti in assetto di guerra.

Devo anche pensare che abbiamo smesso di disboscare le foreste dell’Amazzonia, visto il desolante vuoto della desolante borsa distribuita quest’anno dal Festival: niente più libroni e quintali di cartoline e inviti, solo uno sparuto libercolo frettolosamente riassuntivo, più la consueta t-shirt che non può mancare alla vostra collezione. Punto. Tutto il resto è scaricabile dal web.

Tuttavia, per chi come me rimpiange una dimensione più umana, turbato dalle prevedibili conseguenze del progressivo espandersi della tecnologia in tutti i campi, c’è un sintomo confortante: l’intera immagine del Festival quest’anno è declinata su freschi disegni acquarellati a mano. Niente 3D, niente icone criptiche, ma facce sorridenti e occhiali ed espressioni vere.

Nonostante tutto il gran parlare che si fa da un po’ di Intelligenza Artificiale che si auto-corregge e si auto-insegna auto-evolvendosi sempre di più, evidentemente qualcuno ha pensato che ci sia ancora spazio per il talento umano. L’avrà deciso un computer?