L’Intelligenza Artificiale alleata dei brand per raggiungere i Millennial

13 giugno 2017

Enrico Quaroni

Con l’evoluzione di internet, il marketing è diventato più veloce e diretto, ma c’è ancora molto lavoro da fare per riuscire a raggiungere – e colpire – la propria audience.

È ormai superata l’era dell’invio di messaggi di massa indifferenziati, ma il panorama attuale dei media è ancora frammentato, i canali a disposizione sono numerosi e l’attenzione degli utenti limitata. Tutto ciò è ancora più vero quando si tratta dei Millennial: per comunicare con questa generazione, che utilizza numerosi dispositivi e canali differenti, è essenziale inviare messaggi rilevanti e interessanti.

Tuttavia, i brand faticano ancora a trasmettere pubblicità personalizzate e pertinenti che riescano a coinvolgere gli utenti, invece di infastidirli.

La difficoltà potrebbe derivare dal fatto che la categoria dei Millennial include fasce d’età eterogenee: le persone di età compresa tra i 25 e i 35 anni sono infatti molto diverse tra loro per quanto riguarda interessi, comportamenti e stili di vita.

Di conseguenza, ogni tentativo di raggiungere, attrarre o interessare questo target è fallimentare, in quanto nessun messaggio potrà funzionare con tutti. Ciò che accomuna questa generazione, tuttavia, il desiderio di ricevere comunicazioni personalizzate e che le aziende siano in grado di anticipare le loro esigenze

. Secondo la recente indagine ‘Consumer Perceptions of AI’ di Rocket Fuel, le giovani generazioni sono favorevoli all’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dei brand per guidare le loro decisioni d’acquisto. L’80% dei Millennial ha affermato di preferire che le aziende inviino pubblicità e offerte personalizzate.

“Si tratta di una buona notizia per i marketer che investono online: ci dimostra che le giovani generazioni sono talmente abituate all’uso dell’intelligenza artificiale da parte delle aziende per migliorare la loro vita da accettare il suo utilizzo per offrire le promozioni, i prodotti e i servizi più in linea con i loro interessi. Sembra, persino, che comprendano e apprezzino lo scambio di dati che ha luogo tra aziende e consumatori: offrono le loro informazioni personali in cambio di contenuti interessanti, divertenti e, soprattutto, rilevanti – ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel -. La sfida per le aziende, ora, è raggiungere questo obiettivo creando comunicazioni mirate, personalizzate e appropriate, evitando di rivolgersi a generici gruppi di utenti. Ma com’è possibile organizzare e utilizzare una tale quantità di dati per identificare la persona giusta nel momento e nel posto appropriato, indipendentemente dalla fascia d’età a cui appartiene? La risposta è: con attività di marketing meno programmatic e più predittive”.

La piattaforma di predictive marketing di Rocket Fuel, ad esempio, usa l’intelligenza artificiale insieme ai dati first party e, se necessario, third party per analizzare miliardi di touch-point e caratteristiche prima di prevedere quali persone risponderanno alla pubblicità di un determinato brand.

Questo rivoluziona il tradizionale metodo di marketing basato sul funnel e permette alla tecnologia di contattare i giusti utenti nel momento migliore, indipendentemente dal dispositivo utilizzato. La segmentazione, per sua natura, guarda al passato, mentre l’intelligenza artificiale può prevedere il futuro.