Hallelujah, la gara social di BMW e il valore della sconfitta

6 giugno 2017

“Abbiamo perso”: è questo l’inconsueto incipit della lettera/comunicato stampa che abbiamo ricevuto ieri mattina dall’agenzia digitale milanese Hallelujah, a firma del direttore creativo e partner Mizio Ratti.

“Non so se ci avete fatto caso – scrive -, ma nel settore della pubblicità non perde mai nessuno. Tutti vincono, sempre. Le agenzie vincono budget, vincono premi, vincono pitch creativi. È difficile ricordare qualcuno che abbia ammesso di aver perso qualcosa, ma è sbagliato, perché in un ambiente in cui la vittoria è così inflazionata le sconfitte acquistano valore. Noi abbiamo perso. In Hallelujah abbiamo perso la gara per la comunicazione social di BMW”.

L’uscita sembra avere un doppio obiettivo: da un lato quello di aprire un dibattito costruttivo sul nuovo modo di fare le gare, dall’altro introdurre una buona consuetudine, quella di congratularsi con il vincitore.

“È stata una gara importante, enorme: una gara internazionale legata al solo mercato italiano che ha coinvolto le migliori agenzie digital in circolazione e che ci ha visto partecipare come outsider – racconta Mizio Ratti -. Se ragionassimo come tutti gli altri, ci consoleremmo pensando che per una start-up come la nostra solo il fatto di essere stati selezionati è stato un successo. Oppure potremmo dire che siamo andati molto vicino a vincerla. Molto vicino. Noi di Hallelujah preferiamo ammettere che abbiamo perso. E voglio approfittarne per fare personalmente i complimenti a We Are Social.  Bravi. Il fatto di esservi confermati su un cliente così importante, dopo aver affrontato una gara così strutturata, significa che siete stati davvero i più bravi. Ma vorrei fare i complimenti anche a tutto il team di Hallelujah. E dire loro che abbiamo perso, è vero, ma abbiamo guadagnato una consapevolezza: siamo alla pari con i migliori. O quasi, perché questa volta c’è mancato proprio un niente.  Ma la prossima volta sarà diverso. Perché se riusciremo a superare velocemente la frustrazione della sconfitta, se ne accetteremo l’esperienza e se, soprattutto, riusciremo a ripetere gli standard di qualità, passione e competenza che abbiamo dimostrato questa volta, allora la prossima sarà impossibile fare meglio di noi. E non vedo l’ora che arrivi la prossima gara per dimostrarvelo”.