AOL, nel 2017 investimenti in video mobile a +25%

19 maggio 2017

Christina Lundari

La ricerca di AOL ‘State of Industry Video’ ha sondato a livello globale il comportamento dei consumatori e le aspettative del mercato in merito all’esplosione della visualizzazione dei video. I risultati mostrano da un lato una grande richiesta di contenuti video da parte degli utenti e dall’altra inserzionisti e editori che chiedono agli operatori indicazioni precise per massimizzare il ROI del video digitale nel 2017.

Commenta Christina Lundari, general manager AOL Italia: “Il video permette di creare un’immediata connessione emotiva con il consumatore e trasmette al meglio i valori di marca. Elemento chiave è la qualità, in AOL crediamo che essere partner dei nostri clienti, nella distribuzione e nella produzione dei contenuti, mettendo a disposizione un team di produzione, sia fondamentale per il successo di una campagna di video advertising”.

In tutto il mondo, ogni giorno, il 78% dei consumatori guarda video online (su qualsiasi dispositivo). E il 66% dei consumatori ha dichiarato di avere intensificato questa abitudine nell’ultimo anno. Il 77% dei consumatori ha sempre il proprio cellulare a portata di mano: l’80% dei consumatori guarda i video sul proprio smartphone una volta alla settimana o più, rispetto a un 85% che li guarda da PC.

Il fenomeno è compreso anche dall’ecosistema editoriale e pubblicitario che continua a investire nel mobile. Il 47% degli inserzionisti e il 57% degli editori prevedono di aumentare gli investimenti in video mobile di almeno il 25% nel 2017. Il 34% degli inserzionisti, tuttavia, sta ponderando gli investimenti video mobile a causa di problemi come i tempi di caricamento lunghi, mentre il 46% punta alla realizzazione di creatività più leggere.

Nel mondo gli inserzionisti stanno continuando a ridurre i budget destinati alla televisione a favore di investimenti video in ambito digitale.

Degli inserzionisti che hanno spostato il budget pubblicitario dalla TV, il 70% si sta concentrando sul video digitale. E alcuni inserzionisti stanno scommettendo fortemente sul mobile, con il 63% che sta spostando gli investimenti proprio sul video mobile.

La ricerca di AOL ha sondato anche il rapporto tra consumatori e la pubblicità legata ai contenuti video: per video di breve durata (1 minuto o meno), il 71% dei consumatori si aspetta che un pre-roll duri meno di 15 secondi.

E solo un 7% accetterebbe un pre-roll di 30/60 secondi, quindi più lungo del video stesso. Ma anche per video di una durata maggiore (oltre i 10 minuti), le aspettative della durata di un pre-roll si attestano sui 30 secondi (37% degli intervistati). Se la pubblicità che interrompe la fruizione del video è divertente e in grado di intrattenere lo spettatore, viene benevolmente accettata dal 54% dei consumatori.

Il 70% dei consumatori concorda sul fatto che “vorrebbero avere un certo controllo su quali annunci guardano”.

Il 61% dei consumatori perde interesse per un video dopo aver sperimentato due interruzioni dovute al buffering e l’81% lo abbandona dopo tre interruzioni di buffering. Per inserzionisti ed editori, due sono gli elementi che possono concorrere alla crescita del mercato del video: il 47% degli inserzionisti e il 53% degli editori ritengono necessaria una “migliore qualità creativa”, come fattore di crescita della pubblicità video digitale; il 46% degli inserzionisti e il 50% degli editori vedono nei “social media” l’elemento di punta per la crescita del video.

Inserzionisti (77%) ed editori (81%) prevedono inoltre di aumentare i propri investimenti in pubblicità video erogata in modalità programmatica. Gli inserzionisti puntano a destinare a questa modalità di acquisto il 41% dei loro budget.

Il 40% degli inserzionisti dichiara di investire in branded video e intende continuare su questa strada. Gli investimenti si concentreranno su: branded content video (55%); video della durata di 1-5 minuti (52%); nuovi formati, tra cui video 360°, Virtual Reality, Augmented Reality (50%).

Tuttavia, l’attenzione si concentra anche sui metodi di misurazione e sulla qualità e sulla qualità dei contenuti legati al branded video. Il 42% degli inserzionisti cita la “qualità dei contenuti” tra le principali sfide del branded content.

Altro elemento molto importante per gli inserzionisti – il 41% degli intervistati – sono i costi di produzione. Il 65% degli inserzionisti e degli editori concorda nel ritenere il video digitale il futuro della pubblicità.