Google modifica l’algoritmo contro le ‘fake news’

27 aprile 2017

Da sempre Google ha dovuto lottare con individui o sistemi che cercavano di ‘imbrogliare’ il motore di ricerca per apparire più in alto nei risultati.

“Oggi – scrive Ben Gomes, VP of Engineering di Google Search – in un mondo in cui vengono pubblicate online decine di migliaia di pagine ogni minuto, ci sono nuovi metodi con cui le persone cercano di imbrogliare il sistema. Quello più visibile è il fenomeno delle ‘fake news’, per cui del contenuto presente sul web ha contribuito a diffondere informazioni palesemente ingannevoli, di scarsa qualità, offensive o completamente false. Sebbene questo problema sia diverso da quelli affrontati in passato, il nostro obiettivo resta sempre lo stesso: offrire alle persone accesso a informazioni rilevanti provenienti dalle fonti più affidabili a disposizione”.

Per questa ragione, con un obiettivo di lungo termine, Google ha annunciato di aver introdotto ulteriori modifiche all’algoritmo compiendo “un altro passo per continuare a far emergere più contenuto di alta qualità dal web, il che include miglioramenti al search ranking (il sistema di posizionamento nel motore di ricerca), modi più semplici perché le persone possano fornirci feedback diretti e ancora più trasparenza su come funziona la ricerca”, prosegue Gomes.

Gli algoritmi di Google aiutano a identificare fonti affidabili tra i miliardi e miliardi di pagine dell’indice.

“Tuttavia – spiega Ben Gomes – è risultato evidente che un piccolo insieme di ricerche (circa lo 0,25% del traffico giornaliero) ha restituito risultati con contenuti offensivi o chiaramente ingannevoli, che non sono quello che le persone cercano. Per contribuire a evitare la diffusione di simili contenuti per questo tipo di ricerche, abbiamo migliorato i nostri metodi di valutazione e fatto aggiornamenti all’algoritmo per far emergere più contenuti autorevoli”.

Lo scorso mese sono state aggiornate le Linee guida per i valutatori della qualità della Ricerca (Search Quality Rater Guidelines) con esempi più dettagliati di pagine di scarsa qualità in modo che i valutatori le segnalino appropriatamente; gli aggiornamenti includono informazioni ingannevoli, risultati inaspettatamente offensivi, bufale e teorie cospiratorie non dimostrate.

“Queste linee guida cominceranno ad aiutare i nostri algoritmi a far retrocedere simili contenuti di scarsa qualità e a introdurre ulteriori miglioramenti nel tempo”, continua Gomes.

“Combiniamo centinaia di segnali per determinare quali risultati mostrare per una determinata ricerca, da quanto è recente il contenuto al numero di volte in cui il termine di ricerca compare nella pagina. Abbiamo modificato i segnali per aiutare a far emergere più pagine più autorevoli e far retrocedere contenuti di scarsa qualità, cosicché problemi come quello dei risultati che negano l’Olocausto che abbiamo visto a dicembre abbiano meno probabilità di presentarsi”.

Quando si visita Google, l’esperienza è velocizzata da funzionalità come il Completamento automatico e i Featured Snippets, che mostrano una selezione delle informazioni rilevanti rispetto alla ricerca in alto nella pagina dei risultati.

“Il contenuto che compare in queste funzionalità è generato algoritmicamente e riflette quello che le persone cercano e il contenuto che è disponibile sul web. Il che può a volte portare a risultati che sono inattesi, non accurati o offensivi. A partire da oggi, facciamo in modo che sia molto più semplice per le persone segnalarci direttamente il contenuto che appare sia nelle predizioni del Completamento automatico sia in Featured Snippets”, si legge sul blog del colosso di Mountain View.

“Nel corso degli ultimi mesi ci sono state poste domande difficili sul perché nel Completamento automatico comparissero previsioni di ricerca scioccanti o offensive. Su questa base, abbiamo valutato come migliorare le nostre policy sul contenuto e le abbiamo aggiornate di conseguenza. Ora pubblichiamo queste policy nella nostra Guida, in modo che chiunque possa approfondire il Completamento automatico e il nostro approccio alle rimozioni”.

È stato inoltre recentemente aggiornato il sito How Search Works per offrire più informazioni sulla tecnologia che sta dietro alla ricerca. Il sito contiene una descrizione di come il sistema di posizionamento di Google sceglie tra miliardi di pagine per fornire i risultati di una ricerca e include anche una descrizione del processo di test da parte degli utenti.

“Su Google vengono fatte migliaia di miliardi di ricerche ogni anno – conclude Gomes -. In effetti, il 15% delle ricerche che vediamo ogni giorno sono nuove, il che significa che c’è sempre più lavoro che dobbiamo fare per fornire alle persone le risposte migliori alle loro domande prendendole da una ampia varietà di fonti legittime. Sebbene i nostri risultati di ricerca non saranno mai perfetti, siamo sempre impegnati a conservare la vostra fiducia e a assicurare che i nostri prodotti continuino a essere utili per tutti”.