Ogni settimana quasi 2 milioni di italiani commentano la tv su Facebook e Twitter

7 aprile 2017

Luca Bordin

Nel corso del primo trimestre 2017, mediamente 1,9 milioni di utenti unici hanno commentato ogni settimana su Facebook e Twitter i programmi televisivi trasmessi da 35 emittenti digitali terrestri e satellitari in Italia attraverso contenuti originali (post e tweet) e attività di engagement (commenti, condivisioni, like, retweet, citazioni, ecc).

Nello stesso periodo, le discussione sulle due piattaforme social sono state 66 milioni, con un picco massimo a febbraio quando si sono registrate 36 milioni di interazioni da parte di 7,4 milioni di utenti attivi. Nel periodo gennaio – marzo 2017 il volume delle interazioni è cresciuto del 23% vs il trimestre precedente.

Lo rivela Nielsen sulla base dei dati trimestrali di Social Content Ratings, la soluzione per la misurazione della Social TV in termini di attività e di audience.

Il mese di febbraio è stato determinante alla crescita del trimestre indipendentemente dal successo social del Festival di Sanremo: la settimana della kermesse canora è risultata quella con il più alto numero di interazioni e di utenti unici, rispettivamente 21 milioni e 5,2 milioni. Ma al netto del Festival, il trimestre avrebbe chiuso comunque in positivo rispetto al precedente grazie all’engagement social stimolato da programmi come C’è posta per te, L’isola dei famosi, MasterChef, le prime puntate del serale di Amici e di Ballando con le stelle, la Notte degli Oscar, i David di Donatello, le fiction come il Commissario Montalbano e L’Onore e il Rispetto e gli eventi sportivi, oltre al calcio, l’avvio della stagione dei motori, i successi degli italiani nello sci e gli Open d’Australia di tennis.

“Oltre ai volumi rilevanti – ha dichiarato Luca Bordin, General Manager Media Sales&Solutions di Nielsen – gli ultimi dati confermano una tendenza già riscontrata nella seconda parte del 2016, ovvero la rilevanza delle conversazioni sui social che avvengono nei giorni precedenti o successivi la messa in onda di un programma, a testimonianza del crescente valore delle piattaforme social per la Tv. Infatti considerando i 250 programmi più commentati, nel primo trimestre 2017 complessivamente il 37% delle conversazioni è avvenuto in modalità non lineare. La tendenza è più evidente su Facebook dove il dato arriva al 45%, mentre su Twitter si attesta al 21%: questa differenza riflette le peculiarità delle due piattaforme”.

Per quanto riguarda i generi televisivi più commentati, al primo posto troviamo l’intrattenimento (che include Sanremo), seguito dagli eventi sportivi live e quindi da talent e reality show, ognuno con specifiche peculiarità riguardo all’attività sui diversi social. Mentre su Facebook l’87% delle conversazioni si è concentrato tra intrattenimento e sport, su Twitter la distribuzione dei commenti tra generi televisivi è molto meno concentrata: intrattenimento al 41%, talent e  reality al 21%, sport al 19%, talk show all’11% e a seguire gli altri.

Guardando ai dati demografici degli utenti, il peso di uomini e donne è simile (51% vs 49%) ma sono ampie le differenze per genere televisivo. I primi prevalgono nel caso di eventi sportivi e talk show, ma le seconde sono molto più attive quando si tratta di commentare altre tipologie di programmi (serie tv e talent soprattutto). Stesso discorso per quanto riguarda le fasce di età: 25-34 anni la più rilevante (25% la quota sul totale TV) ma con grandi scostamenti in base al genere televisivo.

“Un altro elemento da sottolineare – conclude Bordin  – è il volume  delle conversazioni sui social relative alle brand che coinvolgono gli utenti della social TV. A beneficiarne sono in particolare quelle marche che si legano ai contenuti televisivi attraverso attività integrate con la struttura narrativa degli stessi. A febbraio, il 60% degli utenti che ha commentato i programmi televisivi ha partecipato anche a conversazioni relative ad una marca su Twitter. La percentuale sale fino all’80% per categorie come bevande / alcolici, alimentari e telecomunicazioni. Anche alla luce del fenomeno delle conversazioni non lineari, emerso come abbiamo visto in modo rilevante in questo trimestre, le attività cross tra social e TV forniscono alle brand opportunità di engagement che vanno ben oltre il perimetro temporale della messa in onda dei contenuti sponsorizzati”.