Come vanno le Società di head hunting

23 marzo 2017

a cura di Francesco Festa 


Come stanno andando oggi le società di head hunting, in un mercato certamente di nicchia, di alta profilazione e molto ‘silenzioso’, sia in periodi di ‘boom’ che di crisi.

La mia società, Hunting Heads, fa parte di questo mercato e quindi, nel bene e nel male, posso io stesso rappresentare un indicatore, direi quasi una cartina di tornasole per osservare, comprendere e spesso anche anticipare i trend del mercato del lavoro per le posizioni di executive e di middle management.

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da tre fenomeni chiari che sono uso a sintetizzare con un acronimo semplice ma efficace, quale CSR ossia CRISI, SELEZIONE, RIPRESA. Il primo fenomeno forte e comunque drammatico per gli impatti sociali e professionali è la CRISI: una lunga crisi economica, che tutti conosciamo e che non è certamente finita, anche se è in leggera attenuazione, con segnali di inversione di tendenza.

Questa CRISI si è trasformata sul campo in una recessione che ha colpito in modo sostanziale le posizioni dirigenziali alte e medie, ossia le posizioni apicali, le prime fasce di comando e controllo e in generale tutto il middle management. Questa CRISI si ripercuote in presa diretta sugli head hunter, riducendone sia i mercati di riferimento sia la numerosità e significatività dei clienti e di conseguenza il numero di posizioni da ricercare, effettivo indicatore tecnico/economico del nostro settore (si tratta di un calo medio dei volumi di circa il 25% annuo negli ultimi 8 anni).

Questo fenomeno ha avuto effetti diretti rispetto alla ‘numerosità’ dei cacciatori e delle società specializzate nella caccia, società grandi e famose, medie e piccole, oppure fatte da soli ‘lupi solitari’ e consulenti singoli. La concomitante concorrenza dei social network spinge e invita al ‘fai da te’ sia gli specialisti e selezionatori aziendali, sia molti head hunter, non certamente noi di Hunting Heads visti i profili e i dati falsi spessissimo contenuti in questi social che obbligherebbero quindi a un doppio controllo, se utilizzati. Inoltre si apre in questi ultimi anni una nuova area composta di professionalità innovative collegate a Internet e al digitale. La relativa ricerca di queste nuove professionalità comporta perciò nuovi strumenti e nuove metodologie. Dalla causa arriviamo all’effetto con una riduzione delle società di head hunting attraverso due modalità: il ridimensionamento e qualche volta la chiusura di quelle medio/grandi e la riduzione fortissima e spesso la chiusura di quelle piccole e dei ‘lupi solitari’.

Ecco quindi arrivare il secondo fenomeno: la SELEZIONE. Un fenomeno fisiologico naturale, sopravvivono sul mercato le società di head hunting a più forte caratteristica metodologica, non generalista e dialettica ma rigorosa e scientifica e che in tempi rapidi si adattano alle novità e crisi del mercato, alle nuove professionalità da ricercare e ‘accettano’ di riposizionarsi strategicamente e commercialmente e di reinventarsi. In quasi tutte le market niche il reinventarsi e ripensarsi è un ‘obbligo’ dettato dai mutamenti e dalle innovazioni, ma il mercato dell’head hunting è settore molto ‘antico’, immobile e immutato da troppo tempo. Spariscono le attività di executive search più standardizzate e tradizionali e le società che ‘resistono’ e anzi, come Hunting Heads, si sviluppano nonostante la crisi, si adattano al nuovo mercato attrezzandosi con metodologie scientifiche, algoritmiche, strutturate, documentate, per fronteggiare le nuove richieste di figure professionali molto più complesse da delineare, con conoscenze ed esperienze internazionali, dotate di forte ‘physique du role’, con esperienze diversificate, manager a tutto tondo con doti empatiche e di coinvolgimento prima non richieste.

Ed ecco quindi la RIPRESA: meno società di head hunters, una forte crescita delle ricercatrici ed una significativa e netta crescita di manager ancora in carriera o ex-manager da poco usciti dall’azienda che intraprendono la via del cacciatore di teste. Ripresa, poiché il mercato della selezione del personale per posizioni apicali e di fascia intermedia ha certamente ripreso vigore e forza, con una profilazione molto netta e chiara però verso i (nuovi) valori. Manager e quadri richiesti più ‘creativi’, spesso anche ‘visionari’, con forte apertura mentale, capacità di adattamento, flessibilità, e con doti di comprensione rapida e a valore aggiunto di mercati nuovi e/o ostili.

Quindi le miglior società di head hunting, sopravvissute alla crisi, rinforzate dall’esperienza e più forti di prima, si riorganizzano e si riposizionano, dando una importanza chiave non solo al processo di selezione, reso più scientifico, ma anche all’analisi organizzativa e ai business plan dei Clienti. Si rilancia l’importanza chiave della ricerca diretta, della selezione vis-à-vis, della verifica sul campo di referenze. Si apre in modo molto significativo il mercato della ricerca e selezione delle posizioni internazionali, Italia su Estero ed Estero su Italia, per anni fermo e quasi trascurabile. In conclusione, non è mai il più forte che sopravvive, ma solo chi sa meglio e più efficacemente adattarsi ai cambiamenti, cogliendone gli elementi essenziali, anticipandone le tendenze e dominando le novità.

festa@huntingheads.it