Coalition for Better Ads: pop-up e autoplay video tra i formati eccessivamente invasivi

23 marzo 2017

Daniele Sesini

Iab Italia a fianco di Iab Tech Lab e della Coalition stessa, per la definizione di nuovi standard

La Coalition for Better Ads, ha presentato i risultati di una ricerca che ha analizzato le preferenze di circa 25.000 utenti di diversi mercati (Usa e alcuni paesi europei) in relazione alla fruizione di 104 differenti combinazioni di formati pubblicitari  desktop e mobile.

Dai feedback ricevuti dagli utenti, è emerso che 6 formati per desktop (pop-up, auto-play video with sound, prestitial with countdown, large sticky ads) e 12 formati per mobile (pop-up, ad density higher than 30%, flashing animated ads, auto-play video with sound, prestitial, postitial with countdown, full screen scrollover e large sticky ads) sono percepiti come eccessivamente invasivi. Mediamente ritenuti peggiorativi dell’esperienza utente, questi formati sono considerati al di sotto della soglia di accettabilità e sono di fatto quelli più fortemente correlati al ricorso a strumenti di ad blocking.

È inoltre risultato che il ritardo nel caricamento dei contenuti adv, con conseguente rallentamento della navigazione, svolge un ruolo determinante per la consumer experience.  Iab italia fin dall’inizio ha lavorato e sta lavorando a fianco di Iab Tech Lab e della Coalition stessa, per testare i formati del nuovo ad portfolio e per la definizione di nuovi standard.

“Noi rappresentiamo il mercato dell’advertising digitale e, quindi, conosciamo bene il delicato equilibrio su cui si basa il patto pubblicitario, che garantisce agli utenti contenuti gratuiti e di qualità a fronte della disponibilità ad ‘accettare’ messaggi pubblicitari possibilmente altrettanto qualitativi – ha commentato Daniele Sesini, direttore generale di Iab Italia e coordinatore della Task Force italiana del New Ad Portfolio. Riteniamo che alcune tipologie di pubblicità debbano per definizione essere almeno un po’ ‘interruttive’ e ‘distraenti’: anche se per ovvie ragioni sta crescendo il mercato del native advertising e del branded content (che infatti è oggetto del nostro prossimo seminar), questo non significa che l’interruptive marketing sia morto. Immaginiamo quanto potrebbe valere il mercato televisivo senza gli spot che interrompono il flusso del palinsesto. Crediamo quindi che le indicazioni che ci vengono dai consumatori siano essenziali e preziose per guidare al meglio il processo di planning pubblicitario, che vuole essere sempre rispettoso dell’utente, il meno invasivo possibile, mai noioso, ma anzi auspicabilmente in grado di distrarre piacevolmente l’esperienza dell’utente, informando, divertendo e intrattenendo. Il ruolo di associazioni come la nostra e come la Coalition deve essere proprio quello di aiutare il mercato a trovare delle regole ‘giuste’ che tutelino il consumatore ma che ovviamente allo stesso tempo sostengano la crescita del mercato stesso. Tutto ciò avviene regolarmente su un mercato più consolidato come quello televisivo, ben regolamentato per esempio in termini di affollamento. Il web ha una chance in più, visto che consente di controllare i parametri di erogazione, e quindi nell’utilizzo intelligente del limite di frequenza c’è probabilmente la soluzione, che rende accettabile il mantenimento di alcuni dei formati più invasivi, purché gestiti in modo opportuno. E non dimentichiamoci che la creatività gioca sempre un ruolo fondamentale, e che la percezione dell’utente sarà tanto più favorevole quanto più saremo in grado di erogare, grazie anche a un planning ‘sapiente’, formati rispettosi ma rilevanti e di impatto, in grado di catturare l’attenzione dell’utente e trasmettere esperienze positive”.