Le professioni più… ‘cacciate’

27 febbraio 2017

Francesco Festa

a cura di Francesco Festa 


In questa terza uscita intendo affrontare, con una prima riflessione, un argomento chiave per chi s’interessa di management, di risorse umane, di executive e middle management search: l’analisi di alcune delle professioni, dei ruoli e delle posizioni che tirano di più e quindi più ‘cacciate’ dalle società di head hunting; proverò quindi a rispondere a due domande chiave legate a doppio filo all’argomento: ‘quali’ sono alcune di queste professioni che tirano, delineando quindi le aree aziendali, le posizioni specifiche, le specializzazioni ed esperienze più richieste; e ‘perché’ proprio queste professioni, ossia provando a sottolineare e delimitare  al contempo i principali motivi che le portano in primo piano.

Ritengo interessante e stimolante utilizzare i particolari ‘occhi’ del cacciatore di teste, cioè un occhio rivolto alla ‘domanda’, ossia alle esigenze nuove, rinnovate, avanzate dei clienti e un occhio rivolto alla ‘offerta’, ossia i professionisti, i profili, le esperienze, le personalità presenti sul mercato da sondare durante le ricerche. Veniamo quindi ad alcune delle aree più ‘ricercate’ in questo periodo e dove, non a caso, sono più sviluppate, sensibili e approfondite le ricerche e selezioni degli head hunters.

Neppure a dirlo, il primo della lista è Marketing & Sales; mai ‘muoiono e mai si deprimono’ i professionisti di questo settore, anzi in verità ritengo che si prospetti come uno dei più vivaci anche per il mercato di ricerca e selezione 2017, grazie al traino e alla spinta di 3 comparti specifici: Lusso nella doppia accezione di mercato di nicchia del fashion e dell’oggettistica, Chimico e Farmaceutico, segmento di mercato classico sempre vivo e comunque in netta ripresa nelle ricerche di posizioni soprattutto middle e infine Automotive, sia per quanto riguarda il mercato diretto che per quanto riguarda soprattutto i fornitori collegati e tutto il mercato indotto.

In particolare all’interno di questo primo segmento, nell’area specifica Sales, salgono le richieste relative a  posizioni afferenti a Export manager, che risultano in testa a molte liste di ricerca, grazie all’incrocio di due fattori che rendono i candidati potenziali e idonei una merce abbastanza rara sullo scenario italiano: domanda certamente in crescita nelle aziende che sviluppano all’estero e competenze che latitano sul mercato, dalla formazione tecnica alle esperienze operative in paesi complessi e difficili.

Veniamo poi alla seconda area della lista, l’Ict, sempre vivo ma con connotazioni nuove. Il 2016 già ‘tirava’ e certamente il 2017 si presenta come un anno ricco di opportunità per i professionisti del settore, pare dire l’oroscopo; infatti insieme alle figure ‘classiche’ dell’IT puro e più allargate dell’ICT, vengono ricercati ‘nuovi’ specialisti ma di impostazione già manageriale e a tutto tondo su CRM, Big Data, Social, ricerche che stanno assumendo dimensioni particolarmente significative.

In particolare in questi mesi sono richieste figure professionali relativamente ‘innovative’ e in forte tensione, in termini positivi, nell’ambito degli specialisti nell’area del Web, i cosiddetti Web Developer, per i quali l’attenzione da parte di aziende specializzate nel settore e di aziende medio/grandi più generaliste e che decidono di dotarsi di tali professionalità sta aumentando e focalizzandosi in modo esponenziale.

Sottolineo che le ricerche concluse e in corso sui Web Developer sono quadruplicate nell’arco di un anno e che tali ricerche vedono per una posizione circa 120-150 candidati potenziali, tra candidature ‘scovate’ da ricercatrici e cacciatori e autocandidature. Considerato che una ricerca equivalente su altre professionalità sfiora di solito gli 80 candidati potenziali medi, si comprende perché l’area è da considerarsi in forte crescita e tensione.

Quindi la terza area, gli ‘Ingegneri che si occupano di ben altro che della classica R&S e Progettazione’. Crescono in modo netto e chiaro le richieste di Ingegneri con forte connotazione e preparazione manageriale per posizioni di Responsabili Produzione, Direttori di Stabilimento, Chief Operating Officer (COO).

Un’evoluzione ‘forte’, una tendenza certa; in sintesi, si sta passando dalla richiesta (e quindi ricerca) di profili anche diplomati, oppure in possesso di lauree non ingegneristiche, prediligendo quindi l’operatività e l’assoluta concretezza, a profili laureati in Ingegneria e posso dire che al 50% circa tale richiesta è per Ingegneri ‘specialisti’ (meccanici ed elettronici sopra tutti, seguiti dalle altre specializzazioni secondo le nicchie dell’Industry di riferimento per la posizione cercata) e che abbiano conseguito poi un MBA di management ben riconoscibile e riconosciuto, mentre per il restante 50% la richiesta è per Ingegneri ‘gestionali’ che abbiano, o perché provenienti da diploma di perito o per esperienze precedenti, bruciato tappe di competenza e conoscenza nei settori specialistici ricercati.

È per me quindi evidente, dato che le ricerche dei cacciatori di teste sono lo ‘specchio’ dell’evoluzione delle posizioni da ‘cercare’ e che tale evoluzione è la risposta migliorativa e adattativa del metabolismo delle aziende alle sfide del mercato e alla aggressività dei competitor, che la nuova tendenza lancia (o rilancia) gli Ingegneri, e in particolare i gestionali molto brillanti, verso posizioni di comando e controllo che sfoceranno poi nei tempi adeguati di maturazione, in posizioni apicali.

Lasciatemi dire che, come insegna la scuola americana, scienza e arte del management vengono prima di ogni capacità operativa e che la miglior miscela futura per i nostri coo sarà rappresentata da una ‘gavetta’ importante, con un discreto numero di anni operativi, ma con una base teorica, scolastica e una propensione forte e chiara al management, all’organizzazione, ai sistemi.

festa@huntingheads.it