Business School & Master

23 febbraio 2017

Francesco Festa

a cura di Francesco Festa


In questa seconda uscita voglio parlarvi delle Business School, o come più comunemente ne parliamo, dei Master ‘durante e dopo laurea’.

Ho compreso, razionalizzato e metabolizzato con molta forza e chiarezza durante la mia carriera professionale in diverse aziende di taglio internazionale e ora come head hunter a capo di una società di Executive Search, Hunting Heads, che esistono tre punti chiave, non di più e non di meno che vanno a costituire e costruire l’ideale ‘phisique du role’ del manager cosiddetto ‘efficace e di risultato’, quello che tutte le aziende cercano e ricercano: il primo punto è rappresentato dal peso, dalla valenza e dalla validità delle qualità professionali, delle esperienze, del background e del know-how acquisito; quindi per secondo punto altrettanto chiave vengono le qualità chimiche, empatiche, di personalità e leadership, spesso ‘soft’ e che da sempre, ma a maggior ragione oggi in un mondo permanentemente interrelato, hanno quasi lo stesso peso del know-how; e infine quale terzo punto, ma certamente non meno importante e decisivo nella selezione & scelta del manager, del candidato giusto per la posizione/ruolo/azienda viene la preparazione e il background iniziale e scolastico, la formazione, ossia la cosiddetta education di base avuta nei vari gradi e livelli scolastici ed universitari, naturalmente di solito prima di iniziare il percorso professionale vero e proprio e poi perseguita, affinata, approfondita e diversificata con Master e Corsi di approfondimento all’inizio o durante tale percorso.

Mentre sui primi due punti ho potuto naturalmente vedere de visu e riscontrare quindi i casi più vari e differenti, in dipendenza dei profili, delle opportunità, delle diverse esperienze, della “nascita”, delle influenze subite, dei capi e colleghi avuti, per quanto riguarda invece il terzo punto, l’education, la ‘variabilità’ si riduce davvero in modo drastico e concreto e l’attenzione e la focalizzazione viene attirata nell’ordine da tre diversi livelli: il Diploma (Liceo o Istituto Tecnico principalmente) in un ‘Buon’ Istituto, quindi la Laurea in un’ ‘Ottima’ Università e infine il Master in un’‘Eccellente’ Business School.

Come notate parlo non a caso di Buon istituto, Ottimo università, Eccellente Business School: infatti i tre gradi di ‘bontà’ sopra riportati sono davvero importanti. Ne ero assolutamente conscio quando selezionavo e assumevo persone per i miei team nelle diverse aziende dove ho operato, e ora da head hunter ne sono assolutamente certo e convinto. Infatti un buon istituto, un’ottima università, un’eccellente business school formano nel loro insieme un ‘tris’che rappresenta in pratica un netto, forte e chiaro viatico, sia a inizio carriera che in seguito, in fase di evoluzione e miglioramento in altre posizioni/aziende, quale vero e proprio plus, efficace e molto prezioso.

Posso infatti testimoniare direttamente e personalmente, sulla base delle esperienze vissute nelle numerosissime e diverse ricerche di posizioni middle ed executive negli ultimi anni che un ottimo Master in una prestigiosa e riconosciuta Business School ha decisamente un ruolo determinante di “plus” durante l’analisi e la selezione e spesso negli ultimi tempi dietro specifica richiesta delle aziende clienti. Intendo dire che la ‘tripletta’ (istituto/università/business school) è fondamentale risulti di chiara ed evidente qualità, ma soprattutto per quanto riguarda l’ultimo step di education, il master, è assolutamente fondamentale non accontentarsi di ‘un’ master in ‘una’ business school (tanto per fregiarsene sul CV, clamoroso errore e spesso autogol). E’ naturale quindi che si presti estrema attenzione a “quali” Business School siano da considerare ‘Best in Class’ e comunque siano davvero significative nella formazione post-universitaria.

Quindi quali sono i punti chiave e le caratteristiche da ricercare quando si decide di intraprendere lo sforzo intellettuale, economico e di tempo necessario per conseguire un eccellente master? E’ necessario selezionare una Business School caratterizzata da una ‘conosciuta e riconosciuta’ apertura mentale, approccio multiculturale (non confondiamo mai la conoscenza di altre ‘lingue’ con la conoscenza di altri ‘mercati’), estrema attenzione per gli aspetti internazionali relativi a tematiche tecniche, contrattuali, negoziali, e con una dotazione di corpi docenti e di speaker di alto e riconosciuto profilo, con testimonial di assoluto spicco. Voglio farvi un esempio pratico. A un ingegnere (di fresca laurea o già in carriera) con il classico bagaglio strutturato di approccio razionale, matematico, scientifico, occorrerà fornire nel master in modo molto deciso ed efficace una più approfondita conoscenza e competenza economica/finanziaria/di processo amministrativo/di gestione, poiché certamente non possiede queste nozioni in modo approfondito, documentato e dal ‘campo’.

Quasi quale immagine speculare, a un dottore di profilo economico (anch’egli fresco di laurea o già in prime battute di carriera) e che ha già inciso e tatuato nella mente professionale l’enciclopedia della finanza, del controlling, dell’amministrazione, della gestione, necessiterà invece, attraverso il master, capire a tutto tondo che significhi nel concreto uno stabilimento produttivo, la supply chain, i processi di interrelazione che fanno il vero marketing, il valore della tecnologia, la filiera dei servizi a valore aggiunto.

In conclusione è quindi assolutamente necessario scegliere Business School e relativo Master ricordando che alle imprese interessano manager ‘a tutto tondo’ per il futuro prossimo immediato che dovranno conoscere sempre meglio il business, saperlo scomporre e ricomporre con abilità scientifiche e spesso matematiche, sapere come valorizzarlo e rinnovarlo, conoscere i lati gestionali e amministrativi, in grado di acquisire rapidamente competenze sempre più trasversali, essere naturalmente portati a gestire l’interculturalità e l’intergenerazionalità sia in azienda che nella base clienti e parco fornitori e che dovranno stimolare con assoluta continuità i processi d’innovazione e quindi essere non solo manager (leader e motivatori), ma anche e assolutamente imprenditori, creatori e facitori di idee e quindi ‘autorizzati’ a provare e sbagliare (provare molto, sbagliare quel giusto che serve per far crescere l’esperienza….).

 

festa@huntingheads.it