L’Espresso torna alla sua testata storica dal 26 febbraio

23 febbraio 2017

Non un’operazione nostalgia, spiega il direttore del settimanale Tommaso Cerno, ma “un nuovo inizio, perché la nostra storia è il nostro futuro”.

Dopo 62 anni domenica 26 febbraio L’Espresso torna alla sua testata storica. Un modo con cui il giornale guarda al domani scommettendo sulla forza unica della propria anima, fatta di grandi inchieste, battaglie civili, confronti di idee e approfondimenti attenti a ogni aspetto del reale. Anche a quelli più contraddittori e meno intuitivi. La storica testata fu inventata da Arrigo Benedetti ed Eugenio Scalfari nel 1955.

Il cambio della testata si accompagna a una profonda riforma grafica che – anche qui – s’ispira alla tradizione della testata reinterpretandola in chiave contemporanea: non soltanto eleganza formale e chiarezza espositiva, ma anche coinvolgimento del lettore in una sorta di ‘libro settimanale’.

Qualcosa quindi che va oltre il semplice newsmagazine per diventare uno strumento più completo di comprensione del mondo. All’interno del giornale, servizi più ampi, sezioni tematiche sviluppate in ogni possibile risvolto delle questioni che vengono affrontate, analisi di grandi firme italiane e internazionali. L’Espresso fa una scommessa sul bisogno di lettura lineare e profonda, che sta crescendo come effetto del sovraccarico informativo della Rete.