EDI raddoppia con inEDI e spinge l’acceleratore sul cinema

3 febbraio 2017

Pasquale Croce

di Monica Bozzellini


Uno spazio che passa dagli attuali 900 a quasi 1600 metri quadrati; nuove proposte di servizi come una zona di Coworking, una sala proiezione multitasking trasformabile in area formazione; un teatro di posa; un’area interamente appaltabile a team di produzioni provenienti dall’estero capace di risolverne i problemi di logistica; e, ancora, una cucina professionale che si propone oltre che ai dipendenti come ristorante per clienti.

Così, arricchendosi di una nuova sigla – inEDI – la società di post produzione EDI (effettidigitali.it) entra nel nuovo anno, carica di progettualità.  Alle spalle un 2016 chiuso con una crescita del 15% in termini di fatturato e davanti un obiettivo di espansione, in particolare, nel settore del cinema.

“È l’area su cui stiamo investendo molte energie e che sta crescendo sempre di più, sia per l’Italia sia per l’estero – sottolinea Pasquale Croce, cofondatore di EDI, struttura che oggi conta una cinquantina di persone tra dipendenti e collaboratori -. Ha sempre rappresentato una parte degna del fatturato, una vera fonte di business e oggi vale il 22% del totale”.

Negli Usa, in particolare, prosegue “molte delle effect house della nostra dimensione si sono concentrate sulla più redditizia pubblicità e per noi, che offriamo un rapporto qualità prezzo decisamente conveniente, si sono aperte e si aprono nuove occasioni. Grazie all’esperienza che sia io, sia Francesco (Grisi, con cui ha lanciato la società, ndr) abbiamo fatto all’estero e in particolare negli Stati Uniti sono nati rapporti poi sfociati in collaborazioni nate spesso da un ‘passaparola’ positivo rispetto al nostro lavoro”.

Un mercato quello nord-americano complesso, “che oltre a richiedere qualità alta e prezzi competitivi esige garanzie. Informatiche, come la capacità di resistere a un attacco hacker, o logistiche,  come spazi per accogliere le produzioni in una zona riservata”.

Risposte che EDI ha saputo dare e che hanno innescato un circolo virtuoso, come racconta Rosario Barbera, responsabile cinema: “Per Voltage Pictures abbiamo lavorato su Fathers&Daughters di Muccino, poi Voltage ci ha coinvolto su Keep Watching per gli effetti visivi legati a complesse scene di fuoco. Da lì in poi il rapporto si è consolidato e uno dei produttori esecutivi di Fathers&Daughters ci ha coinvolti su Gold. Tutte le società di produzione ci richiamano, da Gold siamo arrivati al film su Barack Obama Barry, on air su Netflix che a sua volta ci ha scelti per gli effetti visivi di Lemony Snicket’s A Series of Unfortunate Events (nella foto sotto), già confermata per il rinnovo della seconda serie, su cui potrebbe anche aumentare la mole di lavoro. Inoltre siamo in fase di finalizzazione con Disney e continuiamo a portare avanti relazioni del passato con grandi Studios come Universal o Warner Bros e nuovi appunto come Voltage o Studio 8”.

Sul fronte italiano, intanto, “ci auguriamo che dalla nuova legge Franceschini, in base alla quale anche solo le post produzioni e effetti visivi possono accedere al tax credit fino al 30% – ricorda Barbera – arrivino stimoli alla crescita di questo settore. Dal canto nostro, consegniamo a giorni Leisure Seeker di Paolo Virzì, film per cui abbiamo lavorato 20’ sui 100 totali. Una percentuale alta se si considera che non parliamo di un action movie, ma di un drama”.

Non solo, proprio l’Italia potrebbe essere il campo per entrare nella character animation: “È una speranza, ma anche una grossa spinta sulla base della quale abbiamo iniziato a investire – sottolinea Croce -. Un mondo, quello pubblicitario, pieno di sfide stimolanti che ci impegnano costantemente. L’aver stabilito negli anni relazioni fruttuose con registi, agenzie e case di produzione ci motiva a continuare su questa rotta”. Il cinema è anche uno ‘spazio’ per “sperimentare ciò che poi può essere portato in pubblicità”, aggiunge Croce ricordando il laboratorio interno di ricerca e sviluppo.

“Da sempre abbiamo creduto nella creatività italiana. I recenti successi del cinema nostrano ci confermano che nel prossimo futuro assisteremo ad uno sbocciare di idee innovative. La nostra speranza è che attrezzandoci ed investendo sullo sviluppo di struttura, persone e metodologie, saremo un riferimento di questa evoluzione”.

Francesco Grisi

Andare oltre il core, però, è una delle parole chiave del 2017 di EDI che, appunto, con la nuova sigla inEDI inaugura questo mese uno spazio sottostante la sede attualmente occupata in cui apre, tra gli altri, un Coworking.

“In continuità con quello che facciamo ‘al piano di sopra’, seppure con un ingresso apposito – spiega Croce – ci aspettiamo che in questo luogo, una sorta di club con tanto di tessera arrivino professionisti e piccole società che possano anche usufruire dei nostri servizi e competenze. E di contro, seguendo la nostra vocazione di talent scouting, siamo aperti alla possibilità di trovare noi a nostra volta talenti con cui collaborare e idee da sviluppare”. Magari anche durante una chiacchierata a tavola.

“Come già in altre post-produzioni internazionali, infatti – ad esempio The Mill a Londra -, grazie a uno dei talenti che già lavora con noi apriremo uno spazio ristorante – chiude Croce -: all’inizio sarà aperto per il pranzo e l’aperitivo e in futuro, perché noi, potrebbe anche prolungare l’orario, aprendosi al pubblico esterno, dopo la chiusura serale della società”.