Mediaset, crossmedialità per contenuti e adv. Atteso miglioramento di 468 milioni di euro

19 gennaio 2017

PIER SILVIO BERLUSCONI

Oltre 200 milioni dalla nuova Premium ‘aperta’ a tutti i produttori di contenuti. Sviluppo per la radio e i contenuti on demand

Parola d’ordine crossmedialità. È il concetto espresso da Pier Silvio Berlusconi che ieri ha presentato il documento sui target economico-finanziari, già esaminato dal CdA (vedi notizia).

Le linee guida del piano di sviluppo di Mediaset fino al 2020, che si è presentata alla comunità finanziaria internazionale con i conti in regola, hanno affrontato 5 asset strategici: advertising, contenuti, piattaforme tecnologiche e partnership, nuovo ruolo della pay tv, organizzazione.

Complessivamente al 2020 il gruppo stima che l’utile operativo registri un incremento di 468 milioni: dall’adv 90 milioni di euro, con una crescita della quota di mercato pubblicitario totale dal 37,4% di oggi a oltre il 39,0% nel 2020; 45 milioni da investimenti e ottimizzazioni relativi ai contenuti; 10 milioni di euro dalle partnership nelle radio; 200 milioni dal nuovo ruolo nella pay tv; 123 milioni di euro dalla riorganizzazione interna. Creare sinergie tra tv, internet e radio sarà la strada più battuta. Quattro i driver di crescita: contenuti multimediali, piattaforme tecnologiche, profilazione dell’audience e approccio cross mediale.

Il vicepresidente e ad del Biscione ha descritto la performance del gruppo che attualmente conta sulla leadership nella tv generalista e in radio (crescita dell’audience del 15% nel terzo trimestre 2016 e un obiettivo di raccolta a +15-20%), e che sul web è al terzo posto dopo Google e Facebook nella ‘Monthly Unique Users’ con 22 milioni di utenti unici e il 75% di reach.

Altro punto forte di ‘Linee guida e target finanziari di medio termine’, è quello di rendere sostenibile Premium anche senza il calcio e senza l’esito delle aste per la Serie A e la Champions League.

Frutto della rottura avvenuta con Vivendi, la strategia su Premium punta da un lato a rendere disponibili i canali pay prodotti da Mediaset anche ad altri operatori, che porterebbe a nuove alleanze con altre pay, rilanciando così l’ipotesi di un eventuale accordo per la distribuzione di contenuti sulla piattaforma di Sky, dall’altro ad aprire a tutti i produttori di contenuti interessati a un’offerta pay, cioè all’ingresso dei concorrenti sulla sua piattaforma con nuovi contenuti pay.

Il futuro sarà crossmediale anche per l’offerta pubblicitaria, che sarà sempre più profilata. Sono state individuate 600 opportunità commerciali di clienti che investono in tv, radio o web ma non sui canali del Biscione.

L’offerta pubblicitaria sarà sempre più profilata con 500 mila target, 4,5 milioni di utenti tracciati e adv addressable, vale a dire lo stesso contenuto declinato in spot differenti e mirati sulla profilazione geografica e sul comportamento del consumatore. Mediaset conta di lanciare entro fine anno una nuova piattaforma gratuita, su cui sarà presente anche l’adv, da cui sarà possibile accedere in modalità on demand ai contenuti dei canali in chiaro. Intanto il titolo Mediaset ieri ha chiuso con un rialzo di 0,86%.

Mentre l’Agcom ha confermato in una nota che “l’istruttoria Mediaset-Vivendi è ancora in corso”, ieri si sono susseguite sulla stampa francese le ipotesi di un matrimonio tra Vivendi e Havas, network della comunicazione francese (vedi notizia).

Per il documento completo clicca qui