Internazionale, raccolta pubblicitaria 2016 a circa 2 milioni di euro

15 dicembre 2016

Giovanni De Mauro (©Francesco Alesi)

di Serena Poerio


In un contesto di mercato pubblicitario con investimenti su stampa che descrivono un trend in flessione negli 8 ultimi anni, Internazionale, rivista fondata nel 1993 da Giovanni De Mauro su ispirazione della testata francese Courrier International, segna una chiusura 2016 in positivo.

“In particolare – racconta al nostro giornale il direttore De Mauro – cresce la raccolta della carta, anche rispetto al digitale”.

Nel 2016 Internazionale, che ha come concessionaria AME, ha registrato investimenti adv su carta pari a 1.517.000 euro, con il web a quota 419.000 euro (dati aggiornati a novembre 2016, ndr). Numeri in controtendenza, avvalorati dall’impegno di una redazione che conta 35 giornalisti e un gruppo di lavoro di 50 persone.

Già in un editoriale intitolato ‘Tentativi’ del 27 ottobre di quest’anno, De Mauro, riprendendo una domanda del reporter americano Jack Shafer del quotidiano statunitense Politico aveva scritto: “E se si fosse trattato di un colossale errore?”, rifacendosi “alla possibilità che l’intera industria dei giornali potrebbe aver buttato centinaia di milioni di dollari negli ultimi anni, inseguendo la chimera del web e smettendo di puntare sulla carta”.

Secondo Nielsen, nel nostro Paese il calo degli investimenti su carta è iniziato, per quanto riguarda i quotidiani, nel 2001 ed è durato fino al 2003, c’è stata una parentesi positiva dal 2004 al 2007, per poi nuovamente ritornare dal 2008 fino al 2015 a numeri della raccolta preceduti dal segno meno. In riferimento ai periodici dopo un 2002 in calo, gli anni dal 2003 al 2007 hanno registrato investimenti in positivo, seguiti da una lunga tendenza in negativo (2015 incluso, ndr).

“Noi – ha dichiarato il direttore – cerchiamo di non distinguere tra carta e digitale e di offrire la stessa qualità indipendentemente dal supporto”.

Il sito della testata raggiunge una audience quotidiana media di 2.698.000 visitatori con circa 160.000 pagine viste al giorno. Internazionale, che si propone di raccogliere il meglio della stampa estera, cresce anche per quanto riguarda il numero di copie vendute in edicola: a oggi nel 2016 se ne contano 95.000, mentre sono 37.000 gli abbonamenti su carta (23.000 quelli digitali, ndr).

Si aggiunge al ‘sistema’ l’evento, il Festival di Internazionale, quest’anno giunto alla decima edizione, e che ha richiamato a Ferrara oltre 71.000 presenze. “Per noi è un momento sempre più importante – conferma De Mauro – è uno snodo fondamentale nel corso dell’anno”.

Esiste dunque una formula che sostiene questo successo? “Non parlerei di formula e forse neanche di successo – risponde -. Desideriamo ogni settimana compiere il nostro lavoro nel miglior modo possibile. Internazionale resiste in uno scenario difficile anche grazie al fatto che proviamo a sforzarci al massimo di fare bene il nostro mestiere, di realizzare un giornale che piaccia innanzitutto a noi. Siamo un collettivo”.

Su che cosa sia il ‘meglio’ dell’informazione in uno scenario come quello di oggi, in cui il lettore ha un’offerta ampia e variegata di contenuti, De Mauro ha commentato: “Il meglio è inteso in senso assolutamente soggettivo. Speriamo di rivolgerci a un pubblico più ampio possibile. Seguiamo dei criteri oggettivi in base ai quali la selezione avviene con la volontà di coprire i grandi fatti di attualità. Esistono poi criteri soggettivi che variano in base agli interessi dei singoli editor, alla sorpresa e al piacere di leggere un articolo, alla necessità di dare spazio a un particolare tema. Nel mestiere di giornalista è insita una forte componente di soggettività, data dalle opinioni, dai giudizi che ciascuno di noi ha. Quando il fotografo accorre in un posto non può includere nell’inquadratura tutto e il suo scatto orienta chi legge quella fotografia. Questo accade anche a noi giornalisti, in particolare di carta stampata, con la necessità di scrivere in uno spazio che non è infinito”.

Il ruolo dell’informazione resta per chi dirige un giornale un caposaldo da cui partire: “Non si può prescindere da contenuti che siano seri e scrupolosi – segnala De Mauro – ne vale anche dello svolgimento della democrazia”. E a proposito di contenuti, andando all’inizio e alla fine del giornale, da che cosa nascono gli editoriali che ogni settimana il direttore scrive? “Non c è un’unica fonte – afferma De Mauro -. Si discute molto in redazione. Prendo spunto dalle letture, dalle sollecitazioni, dal lavoro collettivo”.

E l’oroscopo di Brezsny, come l’avete scoperto? “Anni fa, era pubblicato su alcuni giornali indipendenti tra cui il Village Voice, c’era una collega che leggeva il giornale e quell’oroscopo e così abbiamo pensato di riproporlo anche noi”.

L’articolo sul numero in uscita di Pubblicità Italia