Immagine Rai: dalla tradizione alla contemporaneità

1 dicembre 2016

Il restyling sarà completato nella prossima primavera con l’estensione del progetto alle reti tematiche

di Domenica Scigliano


Il design italiano è unico e costituisce un patrimonio che può ispirare anche il campo dei media. A provarlo la nuova immagine grafica della Rai, portata come esempio ieri, allla prima giornata di eurobest, fino al 2 dicembre a Palazzo Barberini a Roma.

Roberto Bagatti, chief of brand creative Rai, è partito da un excursus sui brand Made in Italy e il design per arrivare a descrivere il progetto relativo ai quattro canali della televisione pubblica (Rai1, Rai2, Rai3 e Rai4) sugli schermi dal 12 settembre.

Che cosa rende il design italiano unico? Quattro pietre miliari che non possono non seguire la storia del nostro Paese. Il regionalismo, accompagnato dai diversi dialetti, che disegnano una mappa frammentata dell’Italia. La tradizione, che si suddivide in tante altre tradizioni regionali, che spaziano dalla musica al cibo.

Un’altra pietra fondamentale è la famiglia, struttura portante della società italiana, che si riconosce in un valore religioso e nell’architettura della tavola. E, infine, l’educazione culturale che si rifà a un’idea rinascimentale della cultura.

Possiamo dire che “abbiamo più immaginazione, più cultura e siamo mediatori tra passato e futuro”, ricordano le parole ispirative degli architetti e designer Achillle e Pier Giacomo Castiglioni.

“Vantiamo un’eredità che non è seconda a nessuna”, ha detto Bagatti.

“Ci siamo riportati allo stile italiano per fare una riflessione visiva dell’immagine delle nostre reti”, ha aggiunto.

Muse ispiratrici tre nomi di importanti designer: Bruno Munari, Enzo Mari e Massimo Vignelli. Un incrocio tra minimalismo e modernismo. Il progetto ha lavorato su forma e tonalità cromatica, attraverso la rivisitazione dei loghi Rai alla luce della contemporaneità.  Ogni rivisitazione ha preso come punto di riferimento i target.

Per Rai1, rete più focalizzata sulla famiglia, con una programmazione adatta per tutte le età, il colore blu si accompagna a una forma di quadrato ortogonale che da l’idea di solidità.

Per Rai2, con un target più trasversale che va dai più anziani nella fascia della mattinata a un pubblico più giovane in serata, con show e serie, il colore rosso si articola con una forma di un quadrato obliquo, in diagonale, che richiama alla dinamicità.

Per Rai3, più culturale, ‘burocratica’ e legata all’attualità, il verde gioca con l’intersecazione di diversi quadrati per rappresentare la complessità della nostra realtà.

E, infine, per Rai4, rete giovane legata all’interattività e a una seconda vita su Internet, il quadrato viola si frammenta a più livelli.  Anche per la musica vale lo stesso principio: l’audio del jingle Rai è stato rimodellato in base alle stesse classificazioni.

Una nuova immagine, che non rivoluziona, ma che parte dalla tradizione per abbracciare una modernità e contemporaneità. Il restyling del look Rai sarà completato a primavera con l’estensione del progetto alle reti tematiche.