Widespace sinonimo di Video, Viewability, 0% traffic fraud e DMP

29 novembre 2016

Nicolò Palestino

Con un workshop dal titolo ‘Data e Audience Insights – Come utilizzare i dati in attività di mobile branding’ Widespace risponde a chi si interroga sulle modalità più efficaci per gestire e misurare un’attività di mobile branding, raccontando perché, oggi più che mai, è necessario agire sull’enorme mole di dati che il mobile è in grado di fornire, portando come esempio l’esperienza di Samsung che ha deciso di affidarsi a Widespace per le ricerche di audience insight durante il lancio del Galaxy S7.

Proiettati e già operativi per il prossimo futuro Widespace nell’ultimo anno si è focalizzata nel lancio di Summit, una soluzione programmatic, che appena rilasciata anche sul mercato italiano “prevede sia una modalità ‘Full-Stack’ per trasferire in programmatic tutta la nostra offerta commerciale, sia moduli ‘standalone’ che si adattano ai modelli di business dei trading desk dei maggiori centri media – spiega Nicolò Palestino, Head of Sales di Widespace Italia -. I moduli includono DSP, DMP, Analytics e SSP e sono stati sviluppati partendo dai feedback raccolti nei 9 mercati in cui operiamo. Il nostro obbiettivo è sopperire a un limite tecnologico del programmatic: servire formati mobile rich media in ambienti altamente qualificati garantendo un’esperienza dell’utente superiore alla media. Siamo molto soddisfatti di come Widespace cresce in Italia, dove la reach mobile raggiunge il 72% della smartphone population.  I nostri punti di forza riconosciuti sono i Video, Viewability, 0% traffic fraud e DMP in grado di garantire una reach qualificata incrementale a chi decide di effettuare pianificazioni vertical mobile”.

Quali invece le principali criticità da parte del mercato? “Ancora oggi, nel mondo digital e in particolar modo nel branding – sottolinea il manager -, notiamo che spesso si applicano al mobile modelli usati per il desktop e che non tengono conto delle diverse dinamiche di utilizzo da parte degli utenti. Il mobile più di ogni altro media ci permette di personalizzare il contenuto pubblicitario partendo dai gusti dell’utente stesso. Da punto di vista dei formati, invece, ci imbattiamo ancora in campagne con formati statici o con qualità visiva bassa, frutto di un errato ‘adattamento’ del formato desktop al mobile. Per questo sosteniamo che, per quanto il mobile debba essere parte di una pianificazione cross media, debba essere trattato con criteri e accorgimenti specifici”.