zanox: trasparenza, internazionalizzazione e un 2017 di grandi novità

29 novembre 2016

Sheyla Biasini

“Il 2016 è stato un anno di consolidamento della nostra leadership nel settore dell’affiliation marketing italiano. Chiudiamo con una buona crescita rispetto al 2015 in termini di revenues”.

Così Sheyla Biasini, country manager Italia di zanox.

“Crescita che in alcuni settori specifici, come il fashion, beauty o food, è superiore al 30%. Inoltre, da gennaio a ottobre, abbiamo lanciato 75 nuovi programmi sulla nostra piattaforma. Tutto questo ci incoraggia a pensare che le nostre scelte strategiche, basate sull’alto livello di servizio che diamo ai clienti, la trasparenza della nostra piattaforma e la qualità dei publishers, sono state accolte positivamente dal mercato”.

Il 2017, “sarà per noi un anno sfidante – continua la manager – che ci riserverà grandissime novità, sia per zanox stessa ma soprattutto per i nostri clienti che potranno contare su un servizio ancora migliore e una piattaforma ancora più potente. Tantissime le novità quindi che comunicheremo al mercato”.

Un mercato le cui richieste “vertono sempre di più su due temi molto sentiti dai nostri clienti – sottolinea -: la trasparenza e l’internazionalizzazione. Sulla prima abbiamo già puntato da anni e vogliamo confermarci leader del settore: i nostri clienti possono sapere in ogni momento come stanno spendendo i propri soldi e con che ritorni. Molto più spesso riceviamo richieste di consulenza sia dai nostri publisher sia dagli advertiser su come affrontare i mercati esteri, in che nazione lanciare i prodotti o servizi, benchmark competitivi e così via. Su questo abbiamo la fortuna di poter contare su un team internazionale che aiuta appunto i clienti a espandersi sui mercati esteri e questo servizio è sempre molto apprezzato dalle aziende con le quali collaboriamo”.

Ma quali sono per zanox i trend digitali per l’Italia e quali le criticità? “L’ingresso dei player della ‘share economy’ potrà cambiare lo scenario dei consumi come già abbiamo visto succedere con Airbnb o Uber.  Mentre lato adv ci sarà una tendenza sempre più diffusa all’utilizzo dei dati per ottimizzare gli investimenti, nonché una ricerca di strumenti pubblicitari che possano rivelarsi efficaci nei confronti degli utenti ma senza venire penalizzati dagli adblocker. Un forte focus lo avranno anche le analisi dalle abitudini d’uso degli utenti dei vari devices”.

Più critico il versante “figure professionali in ambito digital marketing e ecommerce. Ancora oggi – chiude Biasini – collaboriamo con aziende che fanno fatica a comprendere e utilizzare al meglio tutti i canali e strumenti che hanno a disposizione, perché al loro interno manca ancora una cultura digitale e non investono abbastanza in quest’area”.