Zenith, Programmatic Advertising a quota +31% nel 2017

29 novembre 2016

Benoit Cacheux

Il Programmatic advertising è destinato a crescere del 31% nel 2017, più rapidamente di tutti gli altri canali digitali: a rivelarlo è Zenith con la nuova edizione del suo report Programmatic Marketing Forecasts, pubblicato ieri.

Questo report, che copre 41 mercati chiave dell’advertising, stima che il Programmatic crescerà più rapidamente dei social media (che cresceranno del 25%) e dei video online (20%) – canali di cui, inoltre, una quota crescente sarà venduta in modalità programmatica. Quest’anno il Programmatic diventerà il principale metodo di vendita del digital display, pari al 51% della spesa, ed è destinato a crescere fino al 56% nel 2017. Inizialmente il Programmatic marketing è stato utilizzato soprattutto per raggiungere i target group nel modo più economico possibile, con poca attenzione alla qualità dei siti in cui venivano visualizzati gli annunci.

Attualmente, invece, viene utilizzato in combinazione con segmenti di dati preziosi per comunicare con gli individui in un modo che unisce razionalità e creatività, individuando le persone con maggiore ricettività ai messaggi del brand e accompagnandoli lungo il percorso d’acquisto – il tutto con erogazioni che spesso avvengono in ambienti premium. Il Programmatic Advertising è arrivato in pochi anni a dominare il mercato del digital display, dopo aver rappresentato nel 2012 solo il 13% della spesa in display advertising. L’investimento in Programmatic advertising, infatti, è cresciuto da 5 miliardi di dollari nel 2012 a 39 miliardi di dollari nel 2016, con un tasso medio di crescita pari al 71% annuo.

Il suo sviluppo sta rallentando al consolidarsi del mercato pubblicitario display ma si prevede che il Programmatic advertising crescerà comunque, a un tasso medio annuo del 28% annuo fino al 2018, quando raggiungerà i 64 milioni di dollari. Da molto tempo gli Stati Uniti sono il più grande mercato in termini di programmatic, con una spesa di 24 miliardi di dollari nel 2016 e pari al 62% della spesa complessiva globale (in Programmatic).

Il Regno Unito è al secondo posto a diverse lunghezze di distanza, con un investimento programmatico pari a 3,3 miliardi di dollari, e la Cina al terzo, con 2,6 miliardi di dollari. In altre parole, la spesa in Programmatic rappresenta il 70% del display advertising negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma solo il 23% in Cina, dove esiste ancora grande margine per una rapida crescita. Il rapporto di Zenith prende in considerazione solo i media digitali ma va sottolineato che il mercato Programmatic sta iniziando a diffondersi anche nell’ambito dei media ‘tradizionali’.

Alcune televisioni, radio e piattaforme digitali out-of-home offrono già trading automatizzato e data-driven a partire da spazi in inventory. È un processo che richiederà alcuni anni ma, alla fine, il Programmatic buying sarà disponibile per tutti i media tradizionali come opzione standard d’acquisto.

“L’acquisto in Programmatic dei media digitali è diventato la norma in tutti i principali mercati e lo sta diventando anche nei mercati più piccoli, qui con un tasso d’adozione veramente rapido – ha detto Benoit Cacheux, Global Head of Digital & Innovation di Zenith -. Crediamo che la crescita del programmatic continuerà a essere alimentata dalla crescente qualità dei media disponibili in ambienti programmatic – soprattutto sui private market – e dalla maggiore disponibilità dei mobile programmatic media. Lo stesso si può dire anche per la raffinatezza fornita dalle soluzioni tecnologiche, come le data management platform e le infrastrutture tecnologiche”.