Editoria, 2 miliardi di ricavi persi nell’ultimo quinquennio

24 novembre 2016

Solo Cairo Editore e L’Espresso in utile nel periodo 2011-2015. Nei primi nove mesi del 2016 continua la flessione delle vendite con il fatturato aggregato in calo complessivamente del 3,5%

Nel quinquennio 2011-15 i ricavi aggregati dei nove maggiori Gruppi editoriali italiani hanno segnato una flessione del 32,6%, passando dai 5,7 miliardi del 2011 ai 3,9 miliardi del 2015 (-4,2% rispetto ai 4,1 mld del 2014).

In un quinquennio, dunque, si sono persi circa 2 miliardi di ricavi, pari a quasi un terzo del fatturato 2011. È quanto emerge dal Rapporto dell’Ufficio Studi Mediobanca che ha analizzato l’andamento dei principali editori di quotidiani e periodici nazionali, confrontando il mercato italiano con quello internazionale.

In dettaglio, sempre su base omogenea, le riduzioni hanno riguardato più la raccolta pubblicitaria (-36,5% sul 2011) che la diffusione (-29,9% sul 2011), mentre sul 2014 vi è un’inversione di tendenza (-2,9% la pubblicità e -5,3% la diffusione). L’incidenza dei ricavi diffusionali sul fatturato complessivo è aumentato di 4 punti percentuali attestandosi al 42,2% nel 2015 (38,5% nel 2011) mentre quello dei ricavi pubblicitari è in leggera flessione (dal 37,2% al 36,8%).

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“Si tratta – sottolinea il rapporto – di un significativo cambiamento del modello di business nell’editoria che si riflette anche nei dati raccolti a livello mondiale”.

Il regresso più consistente nel 2015-11 ha colpito RCS (-41,2%), su cui ha pesato anche la cessione del Gruppo francese Flammarion (editoria libraria) nel settembre 2012 (oltre 200 milioni di euro il suo giro d’affari); gli altri Gruppi hanno tutti perduto quote di fatturato che oscillano tra il 34,5% della Class Editori e il 25% circa della Itedi (su base omogenea, considerando anche il Secolo XIX) e della Mondadori.

La più contenuta flessione è della Cairo Editore (-5,1%). Con riguardo all’ultimo anno, i ricavi sono ancora in diminuzione per tutte le società, a eccezione del Gruppo Il Sole 24 Ore che, su base omogenea, incrementa del 4% il proprio giro d’affari.

Il fatturato 2015 di Mondadori si è attestato a 1.123 milioni, superiore per la prima volta a quello di Rcs MediaGroup (1.032 milioni, non considerando però i 188 milioni di ricavi di RCS Libri – ora Rizzoli Libri – inclusi tra le discontinued operation in seguito alla cessione della società alla stessa Mondadori, perfezionata nell’aprile 2016 per 127 milioni di euro), diventando già nel 2015 il maggiore Gruppo editoriale italiano.

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Questo avvicendamento si rispecchia nei dati dei primi 9 mesi 2016, dove il Gruppo Mondadori registra un fatturato di 935 milioni rispetto ai 709 milioni di Rcs MediaGroup; con la conclusione di queste operazioni la Rcs rimane attiva nell’editoria dei quotidiani nazionali mentre con il contributo dei brand di Rizzoli Libri, esclusi i marchi ceduti e in corso di cessione, il Gruppo Mondadori ha raggiunto una quota di mercato pari al 27,8% nel settembre 2016, confermandosi alla stessa data come il principale editore di periodici con una quota del 32% circa.

Nel quinquennio tutti gli editori hanno segnato flessioni dei ricavi pubblicitari comprese fra il 30% e il 40% circa, con variazioni superiori alla media per Itedi e Gruppo Mondadori e inferiori per Il Sole 24 Ore e Class Editori.

Quanto ai ricavi diffusionali, Cairo Editore è l’unico a non ridurli (+7,2% dal 2011), Class Editori e Rcs hanno segnato i maggiori cali (attorno al -45%). È proseguita, ma in maniera meno accentuata, nei primi nove mesi del 2016 la flessione delle vendite con il fatturato aggregato in calo complessivamente del 3,5% (era diminuito del 4,2% nell’intero esercizio 2015). Il Gruppo Cairo Communication è l’unico ad aumentare i ricavi (+1,9%) mentre la flessione sfiora il 10% per Class Editori e l’8%-9% per Monrif e Il Sole 24 Ore.

La redditività industriale permane positiva per Mondadori, Espresso e Cairo Communication; il dato peggiore in valore assoluto è quello de Il Sole 24 Ore, con un MON (Margine Operativo Netto) negativo per 45 milioni nel 2016, quasi raddoppiato rispetto ai -25 milioni dei primi nove mesi 2015, che si riflette in un risultato netto negativo per 62 milioni.

Anche Rcs chiude in perdita il periodo per 17 milioni, ma in miglioramento rispetto ai -126 milioni del periodo a raffronto.

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