Doxa festeggia i 70 anni e progetta il futuro nel nome dell’innovazione

24 novembre 2016

Marina Salamon

Nel 2016 il fatturato consolidato salirà a  41,1 milioni di euro. Il Gruppo guarda ad alleanze e sinergie nel settore delle tecnologie e dei big data 

di Andrea Crocioni

Doxa festeggia i 70 anni di vita archiviando un 2016 assolutamente positivo. Le proiezioni danno una chiusura d’anno con un fatturato di 41,1 milioni di euro contro i 39,6 milioni del 2015 e con un’ottima marginalità. Ancora più significativo è il trend che dal 2011 ha visto il gruppo incrementare il fatturato del 41% e raggiungere i 246 dipendenti. Oggi Doxa è la prima società italiana di ricerche di mercato, unica ‘big’ indipendente e con un network internazionale consolidato.

“In Italia nel nostro settore abbiamo assistito in questi anni a un fenomeno di concentrazione del mercato, con l’arrivo dei gruppi multinazionali. Noi probabilmente siamo gli unici indipendenti ad avere le risorse per poter investire sul futuro”, racconta la presidente della società Marina Salamon.

“Il mercato negli ultimi anni –  prosegue – si è evoluto in modo accelerato. Lo scenario è molto più sfidante, ma siamo contenti del cambiamento in atto. Ci viene richiesto sempre più spesso un atteggiamento consulenziale e questo si traduce in un lavoro qualitativamente più alto. Da tempo ormai abbiamo deciso di andare verso l’integrazione fra ricerche digitali e  metolodologie tradizionali. Sta funzionando”.

Comunicazione, big data e segmenti più innovativi del marketing, intanto, stanno muovendosi nella direzione di una convergenza che andrà a modificare l’‘arena’in cui si muovo i diversi player. In questo nuovo orizzonte, sempre più competitivo, Doxa si sta attrezzando per programmare il proprio futuro. Le parole chiave in questo processo sono digitale e internazionale.

“Dobbiamo ragionare nel medio termine e far correre lo sguardo a tre/cinque anni – afferma Marina Salamon -. Da parte nostra c’è la volontà di fare ulteriori investimenti per rafforzare il nostro posizionamento sul mercato, così da rispondere al meglio alle esigenze dei nostri clienti. Viviamo un momento storico complesso, c’è un cambiamento epocale in corso”.

Un piano di sviluppo, quello di Doxa, che è ancora tutto da definire, ma che apre la strada ad un allargamento del perimetro del gruppo e del suo raggio d’azione.

“Non c’è nulla di definito – precisa l’imprenditrice -, ma innanzitutto partiamo da una presa di coscienza: per noi è il momento di riprogettare il futuro. Nel 2006, col rifiuto di vendere alle multinazionali, abbiamo intrapreso un importante percorso, oggi serve compiere un passo ulteriore. La volontà è quella di creare sinergie. Lo abbiamo già fatto nell’area della comunicazione con Connexia, pensiamo di farlo prossimamente con altre realtà che operano nel settore della tecnologia e dei big data. Sullo sfondo c’è un tema di eccellenza del servizio. Possiamo arrivarci con alleanze,o acquisizioni: il percorso è tutto da costruire. Siamo una realtà sana, non c’è ansia e anche un’ipotesi di quotazione (altra possibilità per sostenere l’allargamento del perimetro di Doxa, ndr) non è all’ordine del giorno. Prima di uno sbarco in Borsa una società ha bisogno di raggiungere le giuste dimensioni”.