Facebook al lavoro con Nielsen e comScore per la misurazione e la raccolta dei dati

18 novembre 2016

Mark Zuckerberg

Dopo aver ammesso di aver fornito agli inserzionisti pubblicitari dati amplificati sulla durata media di visualizzazione del video nei spot, Facebook annuncia nuovi problemi nelle metriche per la misurazione su come gli ‘amici’ interagiscono con i contenuti pubblicitari e corre ai ripari aggiornando le proprie metriche e misurazioni  e annunciando la collaborazione Nielsen e comScore.

Sul suo blog, Facebook promette quindi maggior verifica di terze parti sui dati forniti, anche attraverso l’avvio di ulteriori accordi rispetto a quelli già attivi con compagnie come comScore, Integral Ad Science (IAS), Moat e Nielsen. Collaborazioni che puntano a riconquistare la fiducia del mercato pubblicitario, prima fonte di ricavi per il social network che, nel terzo trimestre, proprio dalla pubblicità ha incassato 7,01 miliardi di dollari.

“I clienti vogliono avere fiducia quando assumono le loro decisioni di investimento. Vorrei che fossimo considerati come trasparenti. Vogliamo mostrare il nostro impegno in questo senso”, ha commentato Carolyn Everson, vicepresidente per le soluzioni globali di marketing di Facebook.

Inoltre il social network guidato da Mark Zuckerberg ha anche annunciato la nascita di un Measurement Council per discutere e costruire nuove soluzioni di misurazione con i clienti. Il nuovo organismo dovrebbe diventare operativo dall’inizio del 2017 e uno dei principali clienti pubblicitari di Facebook, Nestlé, è già entrato a farne parte, secondo quanto ha riferito alla Reuters Carolyn Everson.

I nuovi errori rilevati nel sistema di misurazione di Facebook, riguardano quattro tipologie di dati, sulle oltre 220 usate dal social network: fra queste, la sovrastima del numero di utenti esposti a post che non erano inserzioni a pagamento, o la sottostima di quelli che guardano i video pubblicitari fino alla fine.

Tuttavia Facebook sottolinea che le discrepanze riscontrate su quattro misurazioni non hanno alcun impatto su i dati che il colosso di Menlo park presenta ai suoi clienti e non influenzano i prezzi pagati dagli inserzionisti. Una rassicurazione che non ha convito troppo questi ultimi, che hanno già chiesto che siano società terze a valutare i dati di Facebook, dal momento che le rilevazioni interne non sono del tutto affidabili.