Passa parola e shopping experience per Flying Tiger. Nel futuro c’è l’e-commerce

4 novembre 2016

di Valeria Zonca


C’è un paradosso insito nel nome Flying Tiger Copenhagen: nessuno, infatti, ha mai visto una tigre volare, quello che ‘vola’ è la voglia di acquisto quando si entra in un negozio della catena danese di oggettistica, nata nella capitale del Nord Europa nel 1995 da un’idea di Lennart Lajboschitz: oltre 650 negozi nel mondo, che offrono una vasta gamma di oggetti per la casa, giocattoli, cancelleria, igiene personale e accessori. I suoi prezzi sono sempre rappresentati da valori interi, con esclusione dell’uso di centesimi.

“La nostra mission è quella di offrire prodotti di design di qualità a prezzi contenuti, ciò che si può definire un ‘brand democratico’ – spiega a Today Pubblicità Italia Roberto Valvo, partner di Flying Tiger Copenhagen per il Centro Italia -. La percezione del marchio è ottima, con un posizionamento medio-alto, nonostante il prezzo del prodotto, che negli anni si è evoluto, anche grazie al packaging e al design rinnovato. L’80% delle nostre referenze viene realizzato in house a Copenhagen e questo dà ancora più peso alla ‘danesità’ presente nel dna”.

In Italia, e in generale in tutti i Paesi dove il brand è presente, il modello di business si basa su una partnership al 50% tra un operatore locale e la casa madre danese Zebra A/S. “Nel nostro paese operano tre partner dedicati a un’area geografica specifica: Nord Italia con sede a Torino, Centro con sede a Roma e Sud, isole comprese, con sede a Catania.

“Il partner si occupa di expansion, di human resources, di attività nei punti vendita – prosegue Valvo -. Questo sistema societario funziona perché cerca di abbinare i vantaggi di una multinazionale alla conoscenza del territorio che ha l’imprenditore locale. L’attività nel Centro Italia è partita nel dicembre 2012 e conterà su 29 negozi: da qui a dicembre sono in programma 4 nuove aperture”, mentre il totale di negozi in Italia nel 2016 sarà di 96. Un’azienda in forte espansione, con un fatturato totale previsto, per l’anno in corso, di 105 milioni di euro, di cui 20 provenienti dall’area Centro, in crescita a doppia cifra sul 2015.

Roberto Valvo

Roberto Valvo

“L’obiettivo – dichiara il manager – è quello di crescere ulteriormente con i negozi e il fatturato. In Danimarca ci sono 5 milioni di abitanti e 60 negozi: c’è ancora spazio in Italia, paese che per giro d’affari è la seconda country al mondo”. La catena danese ha optato da subito per un modello tradizionale di distribuzione, cioè la vendita diretta in negozio. “Nel punto vendita viene esaltata la shopping experience attraverso: un percorso guidato tra 2.000 referenze, la musica di sottofondo e prodotti allegri e colorati. Tocchiamo con mano che i clienti si divertono, attratti dai colori e dai prodotti. Per essere al passo con i tempi stiamo ragionando, a livello globale, sull’opportunità di adottare l’ecommerce”, spiega Valvo.

Se la strategia commerciale è chiara, lo è altrettanto quella di comunicazione. “Fino a oggi, il grosso del lavoro viene fatto con il passa parola, sono i negozi stessi la nostra chiave di comunicazione – precisa Valvo -. Da un anno spingiamo sui social media e siamo molto attivi soprattutto su Facebook e Instagram. Lavoriamo con blogger che utilizzano i nostri materiali e realizziamo dei concorsi: uno valido dal 30 settembre al 24 ottobre era sulla nuova categoria PET, mentre per Natale l’1 novembre abbiamo lanciato un micro sito shopperclaus.com, con giochi e premi in palio. Nel 2016 sono state realizzate dal personale di un punto vendita romano anche due puntate di una micro web serie, nella quale emerge il personaggio di Gina che entra in un negozio Flying Tiger Copenhagen per comprare una cosa ed esce con la borsa piena. Questo perché siamo rimasti sempre fedeli alla nostra mission: vendere prodotti di cui abbiamo bisogno, che abbiamo sempre sognato e di cui probabilmente non immaginavamo neanche l’esistenza. Voglio anche sottolineare l’attenzione che viene riservata alle persone e alle risorse umane e questa è la più grande soddisfazione, a prescindere da ogni budget raggiunto”.