La spesa per l’adv in crescita nel 2016 (+4,5%) e nel 2017 (+4,2). In Italia +2,8% e +1,6%

3 novembre 2016

L’ultimo Consensus Ad Forecast di Warc, il servizio di intelligence marketing, indica che la spesa pubblicitaria globale aumenterà del 4,5% durante il 2016 nel suo complesso, prima che il tasso di crescita rallenti nel 2017 al 4,2%.

Le fonti su cui vengono elaborati i dati inclusono: Carat, eMarketer, GroupM, Magna Global, Nikkei Advertising Research Institute (NARI), Pitch-Madison, Pivotal Research Group e ZenithOptimedia. Con l’eccezione di giornali e riviste, tutti i principali canali media sono previsti in crescita sia quest’anno che nel prossimo.

Il mobile avrà i rialzi principali (+47,1% nel 2016 e +34,2% nel 2017); a seguire Internet (+14,6% e 13%), OOH (+3,4% e 3,2%), Cinema (+3,1% e 5,1%), Tv (+2,8% e 1,1%), Radio (+0,4% e +0,3%), Periodici (-5,9% e -4,5%) e Quotidiani (-8% e -6,1%). Per tutti i 13 mercati considerati nell’indagine è prevista una crescita della spesa pubblicitaria sia per il 2016 sia per il 2017, anche se il prossimo anno l’aumento sarà più contenuto in 8 di questi. In testa alla classifica l’India con +13,3% nel 2016 e +13,4% nel 2017. Sul podio Cina (7,8% e 7,1%) e Russia (5,8% e 6,1%).

Seguono Spagna (5,8% e 5,2%), UK (5,6% e 4,3%, a causa dell’effetto Brexit), Usa, in cima ai Paesi spender in adv (5,1%, dovuto alle presidenziali e alle Olimpiadi di Rio, e 2,8%, senza l’impatto di questi eventi), Australia (3,8% e 3,8%), Brasile (3,3% e 2,1%). Al nono posto si posiziona l’Italia (2,8% e 1,6%), seguita da Germania (2,1% e 1,8%), Canada (2,0% e 2,4%), Giappone (1,7% e 1,7%) e Francia (1,3% e 0,8%).

“Gli ultimi risultati presentano una prospettiva positiva per la pubblicità degli investimenti sia a livello globale e locale – commenta James McDonald, Senior Research Analyst di Warc -. Tutti i 13 mercati studiati registreranno spese in crescita nel breve termine. Abbiamo identificato una tendenza comune tra i mercati più maturi e sarà il mobile a crescere fino a diventare il terzo media per gli investimenti alla fine del 2016”.