Oggi cresce in edicola e nella raccolta. Chiusura 2016 prevista con il segno più

26 ottobre 2016

Raimondo Zanaboni

di Valeria Zonca


Oggi, il settimanale Rcs MediaGroup diretto da Umberto Brindani, in collaborazione con Centromarca, ha presentato i dati della ricerca ‘Qualità della vita, informazione e prodotto di marca’ condotta dall’istituto di ricerca More (vedi notizia). Già dalla scorsa estate è stato rafforzato l’impegno sulla versione cartacea del settimanale.

“Non è previsto un restyling totale, ma è stata avviata una messa a punto – ha spiegato a margine dell’incontro Luca Traverso, direttore Sistema Verticali della media company -. Un esempio sono il cambio di tecnologia di stampa e, a livello di contenuti, il nuovo concept sulla cover che non è più monotematica ma presenta più argomenti. In sintesi, vogliamo valorizzare Oggi per le sue qualità e capacità di parlare al suo pubblico, prevalentemente il target RA. Stiamo ragionando su altre modifiche, mentre Oggi Cucina cambierà veste grafica e periodicità. Nel bimestre settembre-ottobre 2016 la vendita in edicola di Oggi ha registrato tra il +10 e il +15% sul pari periodo 2015. Anche per la raccolta adv siamo fiduciosi di chiudere l’anno con il segno positivo”.

Previsione confermata anche da Raimondo Zanaboni, direttore generale Advertising & Communication Solutions di Rcs. “Il Sistema Oggi sta crescendo rispetto all’anno scorso a partire da gennaio 2016, sia nella carta sia nel web”.

L’integrazione carta e web è un asset imprescindibile per il futuro, alimentato anche dai buoni risultati del sito che conta 2,5 milioni di utenti unici al mese e 17 milioni di pagine viste al mese. Mentre per il cartaceo sono previste iniziative editoriali come la nuova collana a fascicoli intitolata Rischiatutto, che da domani (nello stesso giorno della prima puntata del quiz in onda su Rai3) per 20 settimane uscirà in edicola al prezzo di 4,90 euro oltre al costo del giornale.

Il lancio dell’iniziativa è supportato da una campagna adv firmata da ZampeDiverse e veicolata sui mezzi Rcs e Rai.


Tra editori e industria ci vuole “un’alleanza” per raccontare i brand, anche sulla stampa

L’indagine 2016 di Oggi e Centromarca è focalizzata sulla qualità della vita e sull’impatto che le marche hanno su essa. Circa 7 mila questionari sono stati raccolti attraverso Oggi e oggi.it, compilati dai 17.700 utenti che hanno partecipato alla terza edizione del concorso ‘Oggi vinci la qualità delle grandi marche’. 50 famiglie premiate con i prodotti delle aziende di largo consumo coinvolte: Bauli, Branca, Caffè Motta, Campari, Caviro, Duchessa Lia, Fabbri, Ferrero, Generale Conserve, Lavazza, Mareblu, Noberasco, Osram, Pernigotti, Procter & Gamble, Ritter Sport, Sca, Tassoni, Unilever, Vileda.

L’analisi dei risultati della ricerca è stata anche l’occasione per approfondire le dinamiche del rapporto tra editori e industria, a cui hanno partecipato Alessandra Bianco, chief public relations officer di Lavazza, Vito Gulli, presidente di Generale Conserve, Fiorella Passoni, ad di Edelman, e Aldo Grasso, critico televisivo, moderati dal direttore di Oggi.

Alessandra Bianco, Fiorella Passoni, Vito Gulli, Umberto Brindani e Aldo Grasso

nella foto da sinistra Alessandra Bianco, Fiorella Passoni, Vito Gulli, Umberto Brindani e Aldo Grasso

 

Di fronte ai veloci e continui cambiamenti delle modalità di comunicazione sulle varie piattaforme, “il brand è una sorta di salvagente in un mare in tempesta – ha detto Grasso -: per un brand è necessario riposizionarsi continuamente, ma lo può fare solo se ha dei valori, è riconoscibile e se ha creato fedeltà”. Tra i consumatori e le grandi marche c’è la comunicazione.

“Riposizionamento è il viaggio costante che le marche e l’editoria devono fare”, ha commentato Passoni. Coltivare la qualità è quindi fondamentale per un brand ma lo è anche saperlo comunicare.

“E’ cambiato l’approccio, ma la sostanza è la stessa – ha spiegato Bianco -. Un’azienda ha tanto da dire, deve reinventare il modo di raccontarlo: parlare con pubblici diverse non significa perdere valore. L’azienda che produce contenuti è un media”, ma allo stesso modo l’editore è un brand. Nessuna concorrenza, ma ci vuole “un’alleanza tra imprese e mondo della comunicazione”, è convinta Bianco.

“Vogliamo un’interattività maggiore tra aziende ed editore, continue ‘invenzioni’ per raccontare i contenuti”, è convinto Gulli.

A chiudere i lavori Raimondo Zanaboni. “A livello di investimenti c’è stata una accelerata sul web, con due fenomeni predominanti: il performance marketing e il programmatic buying. Eppure, Procter & Gamble, dopo aver utilizzato molto il web, ha fatto un passo indietro, sostenendo che troppa segmentazione faccia male e che il valore della marca, per funzionare, debba essere diffuso e creare opinione anche tra chi non è consumatore, tornando a investire sui media tradizionali. Anche se ormai il termine stampa è obsoleto, perché bisogna parlare di brand editoriali, la stampa è ancora rilevante perché crea fedeltà tramite la relazione con i lettori: quella fedeltà si trasferisce sulla comunicazione delle marche che ospitiamo ed è una buona alternativa alla televisione. Per sostenere una marca ci vuole un contesto di marca”. (V.Z.)