ZeroStories a IF! racconta il branded content di successo

12 ottobre 2016

Matteo Scortegagna, Antonio Marano e Francesco Mandelli

ZeroStories, l’agenzia guidata da Matteo Scortegagna e dedicata all’ideazione e produzione di contenuti di Branded Entertainment destinati a una distribuzione multipiattaforma, ha presentato sabato scorso, nel corso della terza edizione di IF! Italians Festival (Milano, 6-8 ottobre), due panel legati alle innovazioni nel settore del branded content televisivo.

Start! – La vita a portata di app, un programma prodotto da ZeroStories, presentato e realizzato da TIM e trasmesso la scorsa primavera su Rai2, è la case history che ha dato lo spunto al primo incontro di riflessione sulle potenzialità strategiche e tattiche per le aziende e per i gruppi editoriali.

Moderati da Scortegagna, gli ospiti Francesco Mandelli, attore e conduttore, che ha presentato il programma insieme al collega Federico Russo, e il presidente di Rai Pubblicità Antonio Marano che ha commentato: “Si tratta di un programma vero e proprio e non di una mera informazione pubblicitaria. Seguendo questo modello, ad avvantaggiarsi saranno il broadcaster, che propone ai telespettatori un buon contenuto tv, e il cliente, che amplificherà positivamente la sua considerazione sulla marca”.

Il tutto funziona quando il brand e i suoi valori diventano “funzionali per il racconto”, come sottolineato anche da Mandelli. Nel pomeriggio, invece, Fabio Volo è stato protagonista di un incontro interamente dedicato a Untraditional, la serie tv che “rompe gli schemi del linguaggio tradizionale dell’entertainment” (come annunciato dal nome del panel).

La serie, prodotta in prima persona proprio da Fabio Volo con la Backery Production con la collaborazione di ZeroStories e di ITV e in onda prossimamente su Canale NOVE, rappresenta grazie a una scrittura originale e ironica su un prodotto seriale italiano per la tv generalista una vera e propria novità per il mercato televisivo e digitale.

Grazie anche a queste due case history, ZeroStories “si candida a essere il partner ideale per brand ed editori perché è in grado di calibrare tutti gli ingredienti nel modo giusto e di creare nuove opportunità di narrazione sfruttandole al meglio Per realizzare al meglio un’operazione di branded content – conferma Scortegagna – è bene dunque che tutti i player in gioco (cliente, broadcaster, centro media etc.) siano allineati e capiscano il reale valore editoriale di questo strumento che, se ben sfruttato, è capace di  favorire in positivo tutti in soggetti coinvolti”.


Marano: “Per Rai Pubblicità il branded content vale 5 milioni di euro”

Antonio Marano, nell’occasione, ha ricordato che da direttore di rete, aveva realizzato le prime proposte di branded content all’interno di programmi di approfondimento, ma “allora si trattava di product placement, non c’era la cultura dell’inserimento dei prodotti e non c’era la ‘chimica’ – ha detto il presidente di Rai Pubblicità -. Oggi, nel resto d’Europa il branded content è un modello vincente, ma anche in Italia parliamo di un mercato che dal 2014 al 2016 è passato da 240 a 300 milioni, con una previsione di altri 50 milioni nel 2017. In Rai vale 5 milioni di euro: noi siamo servizio pubblico e non lavoreremo mai sulla quantità ma solo sulla qualità. Ricevo tutti i giorni proposte da aziende e brand, ma pochi considerano l’importanza della collocazione nei palinsesti, che invece deve avere un senso e una continuità. Una giusta pianificazione è fondamentale per la collocazione di un prodotto con una valenza editoriale. Oggi le grandi imprese stanno lavorando sull’identità cercando di abbinare il loro marchio a un modo di vivere, a una socializzazione: il valore dei marchi è più importante del consumo stesso. Un broadcaster deve avere le idee chiare sul linguaggio, sul target da raggiungere, sul valore aggiunto da offrire attraverso i vari device”, ha concluso Marano. (V.Z.)