Corriere del Ticino ‘diventa’ la sua età con Kube Libre

29 settembre 2016

di Andrea Crocioni


In occasione dei 125 anni di attività del Corriere del Ticino, il più autorevole quotidiano del Canton Ticino, Kube Libre è stata incaricata del lancio di una piattaforma di comunicazione studiata per celebrare l’evento. Per la prima volta un quotidiano si firma con un numero che ne ricorda il nome e che diventa il logo di tutta l’operazione: con lo stesso carattere e lo stesso ingombro, infatti, il nome del Corriere viene sostituito dalla sua età.

Ed è questo il punto di partenza delle attività celebrative, che prevedono edizioni speciali con sovraccoperte illustrate da differenti artisti, iniziative legate al territorio e uscite autopromozionali.

Il primo numero speciale, in edicola ieri, ha avuto come protagonista la sovraccoperta firmata Lucio Schiavon, artista e illustratore veneziano già noto nel campo dell’editoria, che, sotto la direzione creativa di Luciano Nardi, reinterpreta con spunti surrealisti la mission del giornale, rappresentandolo come una finestra che si apre sul Ticino.

Nella quarta di copertina di ogni edizione speciale, il Corriere sceglie di rendere omaggio ai suoi partner con una pagina illustrata che rivede in chiave ‘Centoventicinque’ le loro storiche campagne pubblicitarie apparse sul giornale nel corso dei 125 anni di attività.

Il primo partner selezionato è Zurich, la cui più recente campagna, rivisitata secondo la filosofia dell’operazione, è presente nel primo numero dell’edizione speciale. Una piattaforma di comunicazione, quella ideata da Kube Libre, che è anche frutto di precise scelte strategiche emerse dalle attività sul territorio, e completata da una campagna affissione e digitale per gli abbonamenti della stagione 2017.

“Questa del Corriere non è solo una festa di compleanno, è una festa di futuro – ha spiegato Luciano Nardi, fondatore di Kube Libre -. Abbiamo perciò osato, in queste sovraccoperte dalla tiratura limitata, operazioni che riserviamo solo a realtà talmente riconoscibili e familiari da potersi permettere di ‘scherzare’ con laloro identità. Con lo stesso carattere e stesso ingombro abbiamo cambiato il nome del Corriere con la sua età. Altro paragone: la donna in sovraccoperta non è un po’ il LAC (Lugano Arte e Cultura, ndr)? Ogni volta che ci passo lo vedo non come un edificio che si slancia nel lago ma come una proiezione in avanti, nel futuro, di un mondo che si occupa d’arte. Un po’, allora, come il Corriere, che lega i fatti col futuro di tutti noi”.