Spotify: targetizzazione e interazione con i contenuti a tempo di musica

29 settembre 2016

Luca Daher

La piattaforma musicale di streaming Free raggiunge ogni settimana il 30% degli italiani tra i 15 e i 34 anni

di Fiorella Cipolletta

Sarà la musica che gira intorno. Sarà la musica nel cuore. Sarà che non possiamo fare a meno di ascoltarla. Le nostre abitudini di ascolto e di interagire con le piattaforme di intrattenimento si sono evolute grazie alla tecnologia.

Progresso portato avanti dal 2008 da Spotify che, passo dopo passo, a ritmo di musica, ha conquistato 100 milioni di utenti attivi a livello globale, di cui 40 milioni abbonati, che possono accedere a oltre 30 milioni di canzoni da computer, tablet e smartphone.

In questo panorama in continua evoluzione, a crescere molto velocemente è il mondo dello streaming. Per questo Spotify, per il secondo anno, ha voluto tracciare una nuova fotografia della quantità e qualità degli utenti, evidenziando come la piattaforma di streaming musicale sia uno strumento su cui pianificare complementare alla radio.

Il Nuovo Audio 2016 di Spotify traccia una nuova panoramica del mercato audio, presentando i risultati di una nuova ricerca condotta da TNS che misura la reach e la qualità del pubblico della versione gratuita di Spotify, supportata dagli annunci pubblicitari, paragonata a quella di una radio commerciale. Rispetto allo studio dello scorso anno, è stata utilizzata una metodologia di tipo misto per includere i respondent online e offline.

TNS 2.0 ha coinvolto dieci paesi in tutta Europa, compresa l’Italia in cui il campione ha riguardato più di 2.000 fan di musica di età compresa tra 15 e 64 anni. I risultati mostrano come, in un mercato in continua evoluzione, Spotify aggiunge il 9% al 16% della reach incrementale delle 15 stazioni radio più rilevanti in Italia tra gli ascoltatori nella fascia 15-64. La reach unica diventa ancora più alta nella fascia 15-34 dove Soptify Free aggiunge dal 16% al 26 % di reach incrementale a ciascuna delle prime sette radio (RTL 102.5, Deejay, Rds, 105, Radio Italia, Radio101).

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“Spotify, infatti, si trova in una posizione unica per raggiungere il pubblico che non interagisce con le radio – dichiara a Today Pubblicità Italia Luca Daher, Sales director Spotify Italia -. Nel 2016 Spotify Free raggiunge ogni settimana il 30% degli italiani tra i 15- 34 anni, ma stiamo crescendo anche sul target più maturo. Ad oggi  raggiungiamo ogni settimana il 15% degli italiani tra i 15 e i 64 anni, aggiungendo una reach incrementale a tutte le stazioni e network radiofonici”.

Rispetto alle radio, gli ascoltatori di Spotify comprendono i consumatori amanti dello shopping e pionieri, molto più propensi ad acquistare prodotti nuovi e innovativi. Spotify, infatti, si trova in una posizione unica per raggiungere il pubblico che non interagisce con le radio.

“L’ascolto della radio avviene soprattutto di mattina, per diminuire nel corso della giornata. Al contrario, l’ascolto di Spotify è costante durante tutta la giornata, con unno sviluppo omogeneo nelle 24 ore e con un picco in serata. Circa il 40% degli utenti interagisce con un device. Questo evidenzia come gli investimenti su Spotify completino quelli radio per gli investitori audio. Spotify, infatti, si trova in una posizione unica per raggiungere il pubblico che non interagisce con le radio – continua Luca Daher -, questo grazie a un nuovo contesto in cui la penetrazione dello streaming sta crescendo, estendendosi per fasce di età e incrementando l’interazione con i contenuti. Il nostro obiettivo è aiutare i nostri partner a comprendere meglio le opportunità che portiamo sul mercato del digital audio per farlo crescere insieme”.

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Nell’ultimo anno Spotify ha messo a disposizione dei propri partner strumenti sempre più mirati: dalla targetizzazione personalizzata e interazione con i contenuti sino al mobile programmatic.

“Negli ultimi 12 mesi abbiamo realizzato formati video native, video programmatic, audio programmatic. Gli inserzionisti possono acquistare in programmatic spot audio su dispositivi mobili facendo di Spotify il primo publisher a rendere disponibili campagne audio mirate su età, sesso, provenienza, abitudini d’ascolto e dati di log-in di Spotify. Supportiamo i nostri partner con strumenti di data processing e pianificazione media efficace per costruire media plan altamente targettizzati per l’advertising dei brand sulla piattaforma e identificare il numero di contatti supplementari che Spotify può fornire agli altri media. Questi tool, a differenza di altri formati di annunci,  sono anche resistenti a software ad-blocking” conclude Daher.