Cresce l’uso di Snapchat e Instagram anche in Italia. Il 26% ignora post e adv sui social

29 settembre 2016

Federico Capeci

La premessa è che i consumatori voltano le spalle ai contenuti brandizzati condivisi dai brand: il 26% a livello globale dichiara di ignorare i post o le pubblicità sui social (il 33% in Europa, il 24% in Italia). Di contro si assiste alla crescita dell’utilizzo di piattaforme social, come Snapchat e Instagram che rispondono alla richiesta di contenuti veri, personali, e istantanei, ‘in the moment’, secondo quanto riporta lo studio dell’istituto globale di ricerca Kantar TNS svolto su 70.000 consumatori.

Quasi ¼ (23%) degli utilizzatori internet è ora su Snapchat, un grande salto rispetto al 12% di due anni fa. Situazione simile in Italia (con il 25% degli utenti internet ora attivi sulla piattaforma, verso un 15% sul 2015), mentre in America Latina c’è stato un balzo dal 12 (2014) al 38% (2016). Anche Instagram ha acquisito popolarità, con un livello di utilizzo globale che oggi è al 42% dal 24% del 2014.

In Italia, è sulla piattaforma il 51% (+15% negli ultimi due anni). Le marche dovranno affrontare non poche difficoltà nel tentativo di coinvolgere i consumatori, dal momento che questi ultimi si sentono bombardati dalla presenza dei brand sulle piattaforme social, con il 34% in Italia (in linea con il dato globale, mentre a livello Europa, la percentuale è del 39%) che dichiara addirittura di sentirsi ‘costantemente seguito’ dalla comunicazione online.

“La sfida per i brand è come consegnare i giusti contenuti alle persone giuste, sulle giuste piattaforme e soprattutto al momento giusto – ha commentato Federico Capeci, chief digital officer & ceo Italia di Kantar TNS -. Coinvolgere i consumatori in un modo che non sia percepito come intrusivo è la chiave per evitare la percezione negativa dei consumatori nei confronti delle attività online dei brand”.

Lo studio di Kantar TNS ha evidenziato inoltre come gli influencer e le celebrità abbiano un ruolo chiave nell’influenzare la percezione sulle marche da parte delle persone. 2 utenti su 5 (40% nel mondo, il 32% in Italia) di età compresa tra i 16 e i 24 anni, dichiarano di avere più fiducia in quello che le persone dicono online a proposito del brand che sulle informazioni trovate sui canali ufficiali come giornali, siti o pubblicità tv. Anche se sono i giovani i più grandi utilizzatori dei social media, su tutte le piattaforme, è da notare che anche i più adulti si stanno aprendo alle novità del momento: 1 user su 5, di età compresa tra i 55 e i 65 anni ora utilizza Instagram (+47% sul 2015).

Anche su Snapchat in queste fasce d’età, la tendenza a condividere foto istantanee sta crescendo: il 9% degli user globali è di età compresa tra i 55-65 anni (era il 3% nel 2015). L’aumento degli user in tutte le fasce d’età rappresenta un’opportunità per i brand che possono creare contenuti condivisibili e coinvolgenti. Peraltro, con il 30 % dei rispondenti (il 35% in Italia) che ha dichiarato di essere contrario all’idea di vedere i propri comportamenti online tracciati dalla pubblicità, emerge la necessità di muoversi con attenzione.

“Per le marche dunque, tre semplici accorgimenti: migliorare la creazione di contenuti che possano essere utilizzati su diversi canali, valutandone le specificità; lavorare a stretto contatto con gli influencer, come fonti attendibili di informazioni e consigli. Le partnership sono un’ottima opportunità per generare un genuino e autentico contenuto, che è quello che le persone vogliono; andare in profondità su quello che motiva e emoziona ognuno dei consumatori”, conclude Capeci.

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